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In Puglia e Basilicata

Massafra, il giorno di Pasqua partorisce in ambulanza

Massafra, il giorno di Pasqua partorisce in ambulanza
di ANGELO LORETO
Mattia aveva una gran fretta di venire al mondo. Tanto che sua mamma, Vincenza Albano, lo ha dato alla luce nell’ambulanza che da casa sua a Massafra la portava all’ospedale di Castellaneta

14 Aprile 2009

di ANGELO LORETO
CASTELLANETA - Aveva fretta di venire al mondo, Mattia. Il suo nome significa «dono di Dio». Uno splendido bambino nato in modo decisamente improvviso. Tanto che sua mamma, Vincenza Albano, lo ha dato alla luce nell’ambulanza che da casa sua a Massafra la portava all’ospedale di Castellaneta. «Anzi, stava per nascere proprio in ascensore» racconta accanto al suo piccolo e a papà Pietro. La concitazione di quei momenti stride con la calma della stanza del reparto di Ostetricia dell’ospedale civile in cui la neomamma Vincenza e il suo bambino riposano il giorno dopo un parto così movimentato. Il papà è appena arrivato e il telefono squilla. Chiamate di parenti e amici che vogliono fare gli auguri e sapere se tutto va bene. «Si, tutto bene - dice Vincenza -. Stiamo bene nel morale e nel fisico». 

La loro vita è cambiata proprio durante il pranzo di Pasqua. «Erano circa le 13.30 quando mi si sono rotte le acque - racconta la mamma del piccolo Mattia - abbiamo chiamato subito l’ambulanza che è arrivata velocemente. Ma io ho capito che il momento del parto stava per arrivare. Anzi, stava per accadere proprio in ascensore. Siamo saliti sull'ambulanza e lì Mattia è nato». 
Aiutata del personale del 118, Vincenza ha dato alla luce un piccino che accanto a lei dorme tranquillo, che non si sveglia neanche quando il papà lo prende in braccio per una fotografia. 

«Il personale medico era composto di uomini - dice ancora la mamma -. Sono stati tutti bravissimi, coordinati dal dottor Francesco Gigante, anche lui papà da pochi giorni». Uomini in ambulanza e donne nel reparto: le ostetriche accolgono col sorriso il cronista e lo accompagnano dalla mamma del piccolo Mattia la quale sottolinea come si stia trovando bene in questa struttura. «So cosa è successo due anni fa in questo ospedale - dice ancora, riferendosi alla tragedia delle otto morti causate da un errore di costruzione dell’impianto di gas medicali nel reparto di Cardiologia - però io ho scoperto tanta professionalità e tanta umanità. E’ giusto che si raccontino anche e sopratutto gli aspetti positivi di questo ospedale». Che da ventiquattro ore è la casa temporanea di Mattia.
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