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In Puglia e Basilicata

Elezioni Europee, spunta l'ipotesi Saviano al Sud

Elezioni Europee, spunta l'ipotesi Saviano al Sud
BARI - C’è tempo fino a martedì, c’è la speranza che la soluzione sia nascosta nell’uovo di Pasqua. Ma, certo, la quadratura delle candidature europee sta diventando un rebus per il Pd pugliese. Da un lato la richiesta di Michele Emiliano («Il capolista del Sud spetta alla Puglia»), dall’altro la necessità di risolvere il rebus-Tedesco, l’ex assessore regionale che chiede un seggio in Senato: un desiderio che passa per la candidatura europea di Paolo De Castro
• L'ex magistrato De Magistris (ora candidato Idv alle Europee): «Ci vogliono più pm anziché ispettori a Bari»

13 Aprile 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - C’è tempo fino a martedì, c’è la speranza che la soluzione sia nascosta nell’uovo di Pasqua. Ma, certo, la quadratura delle candidature europee sta diventando un rebus per il Pd pugliese. Da un lato la richiesta di Michele Emiliano («Il capolista del Sud spetta alla Puglia»), dall’altro la necessità di risolvere il rebus-Tedesco, l’ex assessore regionale che chiede un seggio in Senato: un desiderio («una promessa», secondo Tedesco) che passa per la candidatura europea di Paolo De Castro.

Ma è ancora tutto in alto mare. Anche il nome dello scrittore Gianrico Carofiglio, che sulla carta sembrerebbe il jolly giusto per chiudere i giochi, resta quello che è: una suggestiva ipotesi. Che si scontra, dice chi ieri ha parlato con il segretario Franceschini, con il sistema di regole che il partito si è dato: niente candidatura per chi è ineleggibile.

La situazione, spiega chi è addentro alle cose del Pd, è più o meno questa. Le ipotesi per la candidatura di capolista al Sud restano sempre due. Una, che fa riferimento all’anima cattolica del partito e che rientra nell’ambito della suddivisione nazionale tra ex Ds ed ex Margherita (Cofferati al Nord-Ovest, un prodiano nel Nord-Est, Goffredo Bettini al Centro). L’altra, che porta a un esponente della società civile.

Per la prima ipotesi, si continua a lavorare sul nome di Sergio D’Antoni. «In caso di candidatura - è la risposta alla scontata obiezione sulle regole interne - D’Antoni sarebbe pronto a dimettersi subito, a differenza di Carofiglio». Ma l’onorevole siciliano non fa i salti di gioia, anche se pare comunque disposto a mettersi in gioco per il bene del partito.

L’ipotesi numero due è forse quella più interessante. Come esponente della società civile, infatti, nei giorni scorsi Franceschini ha sondato Roberto Saviano. Un altro scrittore, un personaggio impegnato e notissimo che sarebbe l’autentico colpo gobbo. Ma non è così semplice. Pare che Saviano, pur non avendo detto «no», sia fortemente scettico sulla proposta. Ma prima della direzione generale che martedì dovrà chiudere il discorso candidature, qualcuno dal Pd riproverà a convincere l’autore di «Gomorra».

In tutto questo, i pugliesi sono in ritardo anche per i sei nomi che andranno in lista. Quelli certi sono quattro: l’imprenditore barese Gerardo Degennaro, Cosimo Durante, il tarantino Stefano Fabbiano (papà del tennista Thomas), l’uscente Enzo Lavarra. Punto interrogativo sulle quote rosa: nelle ultime ore viene data per probabile la candidatura della barese Cinzia De Marzo, e per improbabile quella dell’assessore Elena Gentile. Motivi di opportunità, si dice nel Pd: l’area foggiana dovrà essere soddisfatta in altro modo.

Le posizioni, comunque, sono articolate. Anche su Carofiglio: «È una delle più belle personalità che il partito abbia intercettato in questi anni - dice l’onorevole Francesco Boccia -, una persona che pensa a livello internazionale: mi auguro che sul suo nome il partito faccia una riflessione seria». Boccia pensa in prospettiva: «Con Carofiglio, con Lavarra che in questi anni ha fatto un lavoro importante, con l’autorevolezza di Pittella, credo che il Pd nel Mezzogiorno avrebbe le carte in regola per sfidare il Pdl».

Insomma, la Pasqua dovrà portare consiglio. E la sensazione è che il problema-Tedesco non sia una priorità, né a Bari («Non spetta a noi decidere sulle candidature», ha spiegato l’altro giorno alla «Gazzetta» il vicesegretario regionale Mazzarano), né tantomeno a Roma. L’ultimatum dell’ex assessore regionale («O il seggio in senato, o mi candido a sindaco») ha irrigidito il partito: disposto, a quanto pare, a indebolire la corsa di Emiliano alla rielezione pur di tenere il punto. In tutto questo, l’Italia dei Valori si diverte a rompere le uova nel paniere altrui. «L’ipotesi di candidare alle europee il senatore Carofiglio, persona di alto profilo, al solo scopo di garantire l’immunità parlamentare all’ex assessore regionale alla sanità», secondo il segretario regionale Pierfelice Zazzera, mette in discussione «la credibilità dell’intero centrosinistra». Altro sale sparso su ferite aperte.
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