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In Puglia e Basilicata

Bari: «guerra» per licenze dei centri commerciali

Bari: «guerra» per licenze dei centri commerciali
di NICOLA PEPE
La Regione Puglia è pronta a dare nuove autorizzazioni. E taglia Casamassima. L’obiettivo è reperire dai 55mila mq di Casamassima altre superfici commerciali per il Barese. Due progetti sospesi in città. L’Ipres: c’ è ancora spazio. Il progetto Degennaro «sacrificato» per sbloccare altre aree

12 Aprile 2009

di NICOLA PEPE 

BARI - Chiamatele tabelle, licenze o autorizzazioni. A conti fatti, sul mercato, ogni metro quadrato vale circa mille euro. In queste ore si sta combattendo una battaglia che rischia di lasciare sul terreno decine di milioni di euro e centinaia di posti di lavoro. Una guerra che vede contrapposti da un lato la Regione e dall’altra un’impresa. È il caso del pezzo di carta che autorizza l’imprenditore Emanuele Degennaro a realizzare un «polifunzionale» da 55mila metri quadrati in forza di un «nulla osta» regionale rilasciato nel lontano 1992 e ora rafforzato da u n’autorizzazione emessa dal comune di Casamassima. Atto che la Regione, adesso, intende frenare (ha attuato posteri sostitutivi nominando un commissario che però si è dimesso) cercando la mediazione: ridurre la superficie a 35mila mq e recuperare altri 20mila mq da distribuire nel resto del territorio della provincia di Bari. Autorizzazioni che andrebbero in qualche modo ad rilanciare due investimenti in sospeso nel comune capoluogo e che vedono interessati due gruppi imprenditoriali: Matarrese, nei pressi della Stanic, e Giordano a S. Caterina. Una questione che sta riscaldando il clima politico soprattutto dopo il regolamento - approvato in prima lettura dalla giunta regionale ed emendato dalla IV commissione consiliare - che l’esecutivo si appresta a riapprovare entro mercoledì con non pochi problemi di conflittualità interna. In ballo, insomma, ci sono altri due insediamenti commerciali che dovrebbero (o potrebbero) sorgere nel Barese in particolar modo nella città di Bari. 

Il nodo da sciogliere è la disponibilità delle «tabelle», ovvero la possibilità di poter realizzare altre aree commerciali. Uno studio affidato dalla Regione all’Ipres avrebbe accertato una disponibilità su tutta la Puglia di circa 150mila metri quadrati di superfici commerciali «no food». La relazione dell’istituto, commissionata nel 2006, ha tenuto conto anche dei 55mila mq «in fase di rilascio di autorizzazione» (si legge nel documento) relativi al polifunzionale progettato da Degennaro. La stessa impresa che dovrebbe realizzare (ma solo per la parte costruttiva) l’ampliamento della galleria commerciale di «Auchan ». Ma questa è un’altra storia poichè tale intervento è comunque previsto dalla norma regionale vigente. 

Ma torniamo al problema. Secondo qualcuno, se in Puglia sono disponibili ancora 150mila mq e solo 55mila «volano» a Casamassima, ciò vuol dire che per la provicia di Bari il capitolo autorizzazioni sarebbe da ritenersi chiuso. Da qui l’ipotesi di ridurre la capacità a Degennaro e recuperare metrature per soddisfare altre istanze sospese. La Regione, peraltro, ritiene ormai decaduto il nulla osta rilasciato a Degennaro perché vecchio più di 3 anni. Tesi contrapposta da una sentenza del Consiglio di Stato, secondo cui il nulla osta sarebbe sempre valido. A ciò va aggiunta una terza lettura secondo cui le cose non starebbero nè in un modo nè nell’altro.
A questo punto c’è chi obietta: se la Regione ritiene che Degennaro non abbia diritto, perché tenta di «concedergli» il 70% della sua «quota» facendo così rientrare dalla finestra quanto sarebbe già fuori dalla porta? La partita, insomma, non è facile anche perché la «quota» di Degennaro - come prevede l’emendamento approvato in Regione - dovrà essere decurtata dalla superficie regionale complessiva di 150mila mq a disposizione. Da qui l’interesse a ricavare quota di tabelle commerciali per il resto del territorio. L’imprenditore, intanto, minaccia richieste di danni per lo stop alla realizzazione del polifunzionale: si ritrova una cambiale in bianco firmata con l’autorizzazione rilasciata un anno fa dal Comune di Casamassima, e ora stoppata dalla Regione. A Bari, comunque, non si può far nulla perché il regolamento sulla pianificazione commerciale approvato nel 2005 (erano previsti insediamenti commerciali a Enziteto, San Paolo o nella maglia 21) è scaduto da qualche mese. Si aspetta, il nuovo piano della Regione che sarà varato in piena campagna elettorale.
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