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In Puglia e Basilicata

Puglia frenata da  «colli di bottiglia»

Puglia frenata da  «colli di bottiglia»
Restano tanti i nodi da sciogliere per facilitare lo sviluppo nella nostra regione. Nuovi elettrodotti, lavori fermi: il raddoppio Foggia-Benevento aspetta dal 2006. La Puglia esporta l’88% della corrente che produce: con una rete elettrica più efficiente le bollette scenderebbero del 5%

12 Aprile 2009

BARI - I tecnici parlano di colli di bottiglia. Sono quelle strozzature della rete che rendono difficile il transito dell’energia, e che innescano il paradosso: in una regione come la Puglia, che esporta l’88% di quello che produce, la bolletta elettrica resta alta perché nei momenti di congestione non è possibile trasferire l’energia in maniera efficiente. 

La motivazione è molto tecnica, ed ha a che fare con il meccanismo di formazione dei prezzi. Ed ha un corollario nello sviluppo delle energie rinnovabili, che vedono la Puglia leader in Italia per eolico e fotovoltaico: con una rete di trasmissione sempre più satura, cominciano a non esserci più punti disponibili per il collegamento alla rete. Ne ha parlato l’altro giorno Stefano Tosi di Terna, intervenendo a Bari al convegno organizzato da Confindustria per parlare di energie rinnovabili. Tosi ha indicato tre criticità nella rete di trasmissione pugliese: il «mancato rilascio» di autorizzazioni da parte degli enti locali, la «scarsa magliatura» della rete di trasmissione locale a 150 kV con la rete di trasmissione primaria, gli «ingenti transiti» di energia dai poli di Brindisi e Lecce che creano un «rischio elevato di congestioni».

In questo contesto, Tosi ha ricordato la localizzazione in Puglia di uno dei maggiori investimenti di Terna, ovvero il raddoppio della linea a 380 kV Foggia-Benevento. Questo elettrodotto, che rappresenta un collegamento fondamentale tra la dorsale adriatica e quella tirrenica, è infatti bloccato dal 2006 al Ministero dell’Ambiente, in attesa di una Via (la Valutazione di impatto ambientale) che potrebbe non arrivare mai, a causa dei veti alla realizzazione delle opere: i campani chiedono il totale interramento della linea. Senza dimenticare un’altra opera, l’elettro - dotto Foggia-Villanova, che dovrebbe permettere di utilizzare a pieno regime le numerose centrali esistenti nell’area: Tosi l’altro giorno ha annunciato l’accordo sul «corridoio» dove collocare la linea, ma la previsione contenuta nel piano di sviluppo 2008 di Terna (completamento entro il 2012) appare quantomeno ottimistica. Se qualcuno ricorda la vicenda dell’elettrodotto Matera-S. Sofia, cominciato nel 1993 e messo in funzione a inizio 2007, può capire le difficoltà: anche in quel caso si era parlato di cinque anni al massimo, e ce ne sono voluti 14. Per lo sviluppo della rete di trasmissione Terna ha firmato un protocollo d’intesa con la Regione Puglia, che serve a sottoporre gli interventi a Vas (la Valutazione ambientale strategica). 

È un tentativo, fatto anche in altre Regioni, di abbreviare i procedimenti autorizzativi con il consenso delle popolazioni locali. Ma intanto il sistema elettrico si sviluppa, la domanda di trasporto cresce, i punti di collegamento alla rete mancano: la «scarsa magliatura» fa sì che, in alcune aree della Murgia o del Gargano, il collegamento degli impianti eolici richieda la realizzazione di lunghissimi elettrodotti. Non siamo ai livelli della Sicilia, dove i colli di bottiglia hanno conseguenze drammatiche ma la situazione è comunque seria: la stessa Terna, del resto, ammette che l’efficienza della rete potrebbe abbattere subito le bollette del 5%. [m.sc.]
Energia e sviluppo, mappa delle strozzature in Puglia
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