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In Puglia e Basilicata

Due baresi su nave presa dai pirati somali

Due baresi su nave presa dai pirati somali
Tra i 16 marittimi (10 dei quali italiani) a bordo del rimorchiatore italiano "Buccaneer" sequestrato oggi, nel Golfo di Aden, da pirati somali, ci sono due cittadini di Molfetta: un cuoco di 50 anni, Filomeno Troilo (originario di Bisceglie), e il direttore di macchina, Ignazio Angione, di 54 anni. I due pugliesi in ostaggio dei pirati sono iscritti nel Compartimento marittimo di Molfetta e risiedono entrambi nella cittadina

11 Aprile 2009

BARI - Secondo fonti della Capitaneria di Porto di Molfetta, tra i 16 marittimi (10 dei quali italiani) a bordo del rimorchiatore italiano "Buccaneer" sequestrato oggi, nel Golfo di Aden, da pirati somali, ci sono due marittimi del Nord Barese: un cuoco di 50 anni, Filomeno Troilo (originario di Bisceglie), e il direttore di macchina, Ignazio Angione, di 54 anni. I due pugliesi sono iscritti nel Compartimento marittimo di Molfetta e risiedono entrambi nella cittadina a nord di Bari.

L'abbordaggio e il successivo sequestro dell'imbarcazione risalgono a questa mattina (le 10, ora italiana). Il "Buccaneer" era in navigazione nel Golfo di Aden e sembra confermato che l'equipaggio ha anche tentato di mandare una richiesta d'aiuto. Forse le persone a bordo speravano nell'intervento della flotta multinazionale antipirateria che opera in quell'area (inclusa la fregata "Maestrale" della nostra Marina), ma nessuna nave militare pare fosse abbastanza vicina per prestare soccorso. Per la precisione, stando a quanto affermato dal tenente Sergio Carvalho (a bordo della nave portoghese Nrb Corte-Real), il rimorchiatore ha lanciato un Sos prima che le comunicazioni fossero interrotte sei minuti dopo. 

Dopo aver preso il controllo della nave, i pirati avrebbero fatto dirigere il rimorchiatore verso le coste somale. 

A quanto si è saputo, l'equipaggio è disarmato e incolume. A bordo, oltre ai due baresi e al comandante (l'abruzzese, Mario Iarlori, di 51 anni, originario di Ortona, in Provincia di Chieti), ci sono marittimi originari di Latina, Trapani e Teramo, e tre originari della provincia di Napoli, ovvero, Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli (tutti e tre iscritti alla Capitaneria di porto di Torre del Greco). Poi ci sono 5 marinai romeni ed un croato.


La nave italiana, secondo fonti marittime keniane, stava effettuando trasporti per conto di una compagnia degli Emirati Arabi Uniti. Invece, Claudio Bartolotti, titolare della Micoperi di Ravenna (la società proprietaria della nave), ha detto che l'imbarcazione era partita una ventina di giorni fa da Singapore ed era diretta a Suez. Secondo Bartolotti, stava rimorchiando due chiatte vuote quando è stata assalita dai pirati. Inoltre, ha spiegato che non era la prima volta che veniva percorsa quella tratta e il "Buccaneer" aveva rispettato tutte le procedure previste per le navi che si accingono ad affrontare questa vasta sezione di mare infestata dai pirati, ma ciò non ha impedito alla nave di essere catturata. 

In serata, la Farnesina in una nota ha fatto sapere che sono in atto meccanismi di coordinamento a livello nazionale e si stanno valutando possibili forme di raccordo a livello internazionale per la gestione della vicenda.

Inoltre, l'Unità di Crisi, attraverso un rappresentante dell'armatore dell'imbarcazione italiana, è in contatto con i familiari dei membri dell'equipaggio.


fregata MaestraleAd ogni modo, la fregata "Maestrale" (nella foto; ndr), si sta dirigendo verso la zona dove è stato attaccato il "Buccaneer": l'arrivo nell’area, 70 miglia a sud di Aden, è previsto per le prossime ore. Salpata il 2 aprile scorso dal porto di Taranto, la fregata della Marina militare italiana partecipa alla missione Atalanta, la prima guidata dall'Unione europea contro la pirateria.

BARTOLOTTI: STRANO CHE NON E' STATO PIGIATO IL TASTO USATO IN CASO DI ATTACCO
«E' possibile che l’equipaggio si sia trovato a bordo i pirati senza nemmeno rendersene conto. L’ attenzione nella zona era massima, ma è strano che non sia stato pigiato il pulsante che viene utilizzato in caso di attacco». Lo ha riferito Silvio Bartolotti, general manager della Micoperi Marine Contractors, rispondendo nuovamente questa sera ai giornalisti. Bartolotti ha detto che pochi minuti prima della comunicazione delle 12.05 c'era stato un contatto telefonico tra l'azienda e il personale del rimorchiatore, «ed era tutto tranquillo. Poi la mail dove si diceva: "Siamo sotto l’attacco dei pirati". Abbiamo mandato a nostra volta un’altra mail, ma non abbiamo ancora avuto risposta». 

L'equipaggio della nave – ha aggiunto – «è composto da persone di fiducia dell’azienda, marinai esperti. Per me è come se sulla "Buccaneer" ci fossero sedici figli miei. Sto raccogliendo informazioni, e se sarà necessario prenderò un aereo e partirò immediatamente». Bartolotti ha precisato che a bordo della nave non ci sono armi, e che i pirati hanno forse scelto un rimorchiatore come obiettivo dell’attacco «perchè è un mezzo navale abbastanza basso».

IL SINDACO DI MOLFETTA: MASSIMO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI DUE MARINAI
«L'Amministrazione comunale in questo momento assicura tutto il necessario sostegno alle famiglie dei due marinai molfettesi» sequestrati dai pirati nel Golfo di Aden a bordo del rimorchiatore battente bandiera italiana Micoperi. Lo afferma in una dichiarazione il sindaco di Molfetta, Antonio Azzolini, che auspica «una rapida e positiva soluzione di questa drammatica vicenda». «Sono in costante contatto – continua Azzolini – con l'unità di crisi della Farnesina, con i locali comandi delle Capitanerie di porto e con la società armatrice per seguire, momento per momento, l’evolversi di questa drammatica situazione».
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