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In Puglia e Basilicata

Lagonegro, rifiuti scaricati nel fiume Noce

Lagonegro, rifiuti scaricati nel fiume Noce
di PINO PERCIANTE 
Nel corso d’acqua venivano rovesciati liquidi inquinanti senza nessun trattamento. I carabinieri della Compagnia di Lagonegro hanno posto sotto sequestro un impianto privato di depurazione e denunciato 12 persone di Trecchina
• «Veleni nella diga di Montecotugno»

11 Aprile 2009

di PINO PERCIANTE 

LAGONEGRO - Invece di depurarli li sversavano direttamente nel fiume Noce. Dodici persone, tutti appartenenti ad una cooperativa di Trecchina, sono stati denunciati per reati che vanno dallo smaltimento illegale di rifiuti al danneggiamento e al deturpamento di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico - ambientale. Allo stesso tempo i carabinieri della Compagnia di Lagonegro, coordinati dal tenente Luigi Salvati Tanagro, hanno posto sotto sequestro un impianto privato di depurazione di rifiuti speciali situato in contrada San Sago di Tortora (Cosenza), al confine con il territorio di Maratea. Le dodici persone denunciate inquinavano il fiume anziché smaltire i rifiuti tramite il depuratore. I militari lagonegresi hanno agito in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Paola (Cosenza). L’impianto sequestrato si estende per circa due ettari e ha un valore che si aggira intorno ai 3 milioni di euro. 

L’indagine è partita nel mese di maggio dello scorso anno quando i carabinieri durante alcune perlustrazioni aeree notarono che le acque del fiume Noce avevano improvvisamente cambiato colore. Non solo, ma emanavano anche un forte e sgradevole olezzo. Insospettiti da ciò, gli agenti risalirono il corso d’acqua notando che le acque di colore nero provenivano dal depuratore di rifiuti speciali situato al confine con il territorio di Maratea. Dopo quasi un anno di capillari indagini i militari della Compagnia di Lagonegro sono giunti alla conclusione che la cooperativa trecchinese che gestisce l’impianto di depurazione sversava senza alcun trattamento liquami altamente inquinanti nel fiume Noce che poi sfocia nel mar Tirreno. 

I militari del nucleo operativo e radiomaobile della Compagnia di Lagonegro hanno operato con l’ausilio dei loro colleghi del Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) e dell’Arpab (Agenzia regionale di protezione dell’ambiente). Dopo la discarica dismessa di Senise, un altro duro colpo all’ambiente dell’a re a sud è stato sventato grazie, questa volta, all’intervento dei carabinieri che hanno consentito che le acque del fiume Noce tornassero limpide.
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