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In Puglia e Basilicata

Maglie, sul muro un cartello «per favore ridateci lo specchio»

Maglie, sul muro un cartello «per favore ridateci lo specchio»
Ancora un incidente tra via Umberto I e via Concetta Annesi così i cittadini dopo aver inutilmente sollecitato in Comune ora affida la “supplica” allo stesso muro su cui solitamente impattano le automobili che vanno in collisione al crocevia

11 Aprile 2009

MAGLIE - «Per favore ripristinate lo specchio», la gente non ne può più dei continui sinistri sempre nello stesso punto e dopo aver inutilmente sollecitato in Comune ora affida la “supplica” allo stesso muro su cui solitamente impattano le automobili che vanno in collisione al crocevia. Ancora un incidente tra via Umberto I e via Concetta Annesi, stavolta alla guida di una delle due auto coinvolte c’era una gestante, l’urto è stato così violento da distruggere le due vetture e si è temuto per il bambino che la signora ha in grembo. 

E’ accaduto intorno alle 13,30 di ieri, immediato il soccorso degli abitanti veloce quello dell’autoambulanza del 118 che ha portato la donna in ospedale per gli accertamenti; ma la cosa non è finita neppure con la rimozione dei veicoli incidentati, gli abitanti del posto sono esasperati e si dicono convinti che non sarà trovata una soluzione prima o poi toccherà ad un pedone o ad un ciclista ed il bilancio sarà più grave. Secondo la loro esperienza la frequenza dei sinistri è di uno ogni dieci giorni e quelli di una certa entità (come quello di ieri) non sono rari.

L’altro, con feriti, accadde il 14 marzo, restò coinvolto un furgone dei vigili del fuoco; uno dei due veicoli andò a finire contro due auto in sosta rovinandole e l’altra macchina, oltre a salire sul marciapiede ed a sbattere contro il muro abbatté il palo che sorreggeva lo specchio che ampliava la visibilità sull’incrocio. Il ripristino di quella minima dotazione di sicurezza è ciò che è stato inutilmente e ripetutamente chiesto a servizio del crocevia che non ha neppure la segnaletica orizzontale per evidenziare lo stop; c’è anche un effetto secondario, in strada rimangono “segni” fatti di vetri, plastiche rotte, macche d’olio. In un estremo tentativo di sensibilizzazione c’è chi ha raccolto i rifiuti in sacchetti di plastica e li ha portati in municipio. [c.d.d.]
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