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In Puglia e Basilicata

Sisma, in Puglia 10 comuni a rischio Manca un censimento degli edifici I nomi di 286, delle 293 vittime

11 Aprile 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

Qual è lo stato del patrimonio edilizio pugliese, quanti edifici pubblici o privati richiederebbero interventi di manutenzione per difenderli dal rischio sismico? La risposta è che non lo sa nessuno. Ma si potrebbe anche cambiare regione, e ottenere lo stesso risultato: tranne alcune eccezioni, peraltro limitate (vedi il Lazio con le scuole), in Italia non esiste alcun obbligo di monitoraggio del rischio-crolli. E quindi, anche se ci fossero i soldi, nessuno saprebbe dove mettere le mani. Rispetto ad altre regioni vicine, almeno la Puglia è messa un po' meglio. Dei suoi 258 Comuni, 143 non sono classificati a rischio mentre soltanto 10 ricadono nella categoria 1, quella “rossa”: Accadia, Anzano, Ascoli Satriano, Bovino, Candela, Deliceto,Monteleone, Panni, Rocchetta Sant'Antonio e Sant'Agata di Puglia. La mappa del rischio si ferma, sostanzialmente, a nord di Bari: il capoluogo di regione è a rischio 3, mentre quasi tutto il Salento è fuori dalla classificazione. 
mappa sismica d
«Per fortuna qui da noi il rischio è molto limitato – dice l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Onofrio Introna – ma questo non vuol dire che si possa abbassare la guardia. Nel progettare i fabbricati, soprattutto quelli pubblici, vanno seguite norme rigorose che devono essere applicate anche per le ristrutturazioni. Questo significa lavorare per mettere i cittadini al riparo da disastri imprevedibili, improbabili ma non impossibili». 

In verità tra il 2004 e il 2005 con le poche risorse reperite, la Regione ha fatto eseguire attraverso i Comuni verifiche sul livello di resistenza sismica su poco più di 300 fra edifici pubblici e infrastrutture: il dato emerso è che praticamente nessuno risultava sismicamente sicuro. La sorveglianza sui progetti di opere pubbliche, oggi, è responsabilità dei provveditorati interregionali e delle strutture provinciali del genio civile. Ma sugli immobili esistenti non c'è alcun controllo su larga scala. Si interviene, attraverso i Comuni o le strutture tecniche dei vigili del fuoco, soltanto in situazioni di acclarato pericolo. Nel Foggiano, dove il rischio è maggiore, è in corso una campagna di monitoraggio organizzata da Autorità di Bacino e Provincia: ma nemmeno in questo caso si tratta di controlli sulle abitazioni. 

C'è poi il capitolo scuole, gli unici edifici su cui esista una valutazione di rispondenza alle norme sismiche. Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, che si basa su dati del Ministero, in Puglia il 49,37% degli edifici scolastici necessita di interventi di manutenzione urgenti mentre il 23,81% - quasi uno su 4 - è a rischio sismico: un dato che rischia di essere fuorviante, perché andrebbe incrociato con la localizzazione dell'edificio. Negli ultimi anni la Regione ha investito circa 11 milioni per il miglioramento dell'edilizia scolastica, una goccia nel mare. Tanto per rendere l'idea: è stato calcolato che la progettazione antisismica fa lievitare i costi d'opera di circa il 5%, mentre il costo per adeguare gli edifici esistenti non è valutabile a priori. In certi casi (centri storici o palazzi degli anni '60) l'adeguamento è praticamente impossibile: l'unica strada sarebbe buttare giù e ricostruire.
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