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Orta Nova, lo brucia vivo arrestato agricoltore

Orta Nova, lo brucia vivo arrestato agricoltore
Tommaso Torraco , 47 anni, agricoltore incensurato di Orta Nova, ha tentato di ammazzare dandogli fuoco Alexander Asenev Iliev, bulgaro di 68 anni, che da tempo vive e lavora nell’azienda agricola del suocero, perchè lo accusava di maldicenze sul suo conto e di aver contribuito così alla separazione dalla moglie 

10 Aprile 2009

ORTA NOVA - L’avrebbe bruciato vivo perchè lo accusava di maldicenze sul suo conto e di aver contribuito così alla separazione dalla moglie. Per queste ragioni - dicono i carabinieri - Tommaso Torraco , 47 anni, agricoltore incensurato di Orta Nova, ha tentato di ammazzare dandogli fuoco Alexander Asenev Iliev, bulgaro di 68 anni, che da tempo vive e lavora nell’azienda agricola del suocero dell’indagato: ora lotta tra la vita e la morte. 

ARRESTATO -Torraco è stato arrestato per tentato omicidio dai carabinieri della caserma di Orta Nova e dai colleghi del nucleo operativo della compagnia di Foggia. Iliev è ricoverato nel reparto ustionati dell’ospedale «Cardarelli» di Napoli in condizioni gravissime: ha ustioni di terzo grado sul 75 per cento del corpo. Teatro del tentato omicidio un casolare dove la vittima viveva ed al quale Torraco ha dato fuoco. L’agricoltore respinge le accuse: ai carabinieri ha detto che all’ora dell’aggressione - poco dopo la mezzanotte di mercoledì - era a casa del padre insieme al genitore. 

«L’HO RICONOSCIUTO» - I carabinieri hanno in mano le dichiarazioni rese dal bulgaro mentre era ancora ricoverato negli ospedali riuniti. Benchè gravemente ferito, Iliev ha detto agli investigatori (un militare ha registrato il colloquio con il telefonino) d’aver riconosciuto in Torraco l’uomo che ha appiccato le fiamme al casolare dove vive, fornendo anche una causale per quanto successo. Nelle prossime ore il presunto incendiario comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia per l’udienza di convalida e per fornire la propria versione dei fatti. Le indagini dell’Arma sono coordinate dal pm Dominga Petrilli. 

IL MOVENTE - Nessuno sfondo razzista dietro il gravissimo episodio, spiegano i carabinieri, che collegano il tentato omicidio alla situazione familiare di Tommaso Torraco. L’agricoltore qualche mese fa si è separato dalla moglie, tornando a vivere con il padre: riterrebbe responsabile di questa situazione - secondo la ricostruzione degli investigatori - alcuni familiari della donna e il bulgaro, un uomo di fiducia del suocero dell’indiziato, in quanto lo straniero avrebbe parlato male di lui. Iliev, che nega la circostanza di aver sparlato dell’agricoltore, avrebbe raccontato ai carabinieri che nei giorni scorsi Torraco gli avrebbe anche sottratto una bici, intimandogli di andar via dall’azienda. Accuse respinte dall’indiziato. 

BRUCIATO VIVO - Nella notte tra martedì e mercoledì, Iliev dormiva nel casolare situato nell’azienda agricola dove lavora da anni. Ha raccontato d’essersi svegliato per aver sentito abbaiare i cani che segnalavano l’arrivo di una persona. Quella persona era Torraco, nell’ottica accusatoria. L’indagato avrebbe fatto filtrare liquido infiammabile sotto l’uscio, appiccando poi il fuoco. 

FUGA DALLA FINESTRA - Iliev non ha avuto il tempo d’aprire la porta perchè già bruciava. Per salvarsi, ha scardinato con le mani una piccola finestra munita di grata dalla quale è fuggito. Visto che in azienda c’era solo lui, ha percorso un chilometro a piedi con ustioni su tutto il corpo, raggiungendo Orta Nova dove un automobilista l’ha soccorso e chiamato il «118». U n’ambulanza l’ha trasportato in ospedale a Foggia, dove il bulgaro ha raccontato ai carabinieri cosa fosse successo. Considerata la gravità delle condizioni, i medici l’hanno trasferito nel reparto ustionati del «Cardarelli» di Napoli. «Quando ha lasciato Foggia le condizioni del paziente erano gravissime: ho poi parlato» racconta un investigatore «con uno dei medici dell’ospedale campano e mi ha detto che il bulgaro reagisce bene alle cure. La prognosi resta riservata: è sempre in pericolo di vita».
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