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In Puglia e Basilicata

Regione, ad ottobre via al maxiconcorso

Regione, ad ottobre via al maxiconcorso
II concorsi per dirigenti sono quasi arrivati al traguardo, quelli per funzionari saranno completati nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha mandato alla Corte costituzionale la legge di sanatoria del 2004. Sulla gestione del personale, la Regione si dice «tranquilla». E anzi rilancia: per ottobre, annuncia l’assessore Guglielmo Minervini, sono previste le preselezioni del concorso per 70 posti da impiegato
• Lavoro: 78 posti in Basilicata 

10 Aprile 2009

BARI - II concorsi per dirigenti sono quasi arrivati al traguardo, quelli per funzionari saranno completati nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha mandato alla Corte costituzionale la legge di sanatoria del 2004. Sulla gestione del personale, la Regione si dice «tranquilla». E anzi rilancia: per ottobre, annuncia l’assessore Guglielmo Minervini, sono previste le preselezioni del concorso per 70 posti da impiegato che ha ricevuto 189mila domande da 67mila aspiranti.

A fine marzo, come ormai noto, i giudici amministrativi hanno mandato alla Consulta la legge regionale 14/2004, con cui la Puglia ha sanato gli effetti del concorso del 1998-1999 ed ha di fatto aperto la strada a quello da 60 posti di funzionario lanciato nel 2007. Nel frattempo, però, la macchina dei concorsi regionali era andata avanti, anche per i funzionari. Il bando relativo alla categoria D3 è già concluso, e i vincitori sono entrati in servizio dal 1° aprile. 

Quello della categoria D1 (cui si riferisce il ricorso che ha poi portato all’ordinanza di rinvio alla Consulta) si è invece concluso venerdì scorso, ed ha visto 24 idonei. «I 24 vincitori - anticipa il capo del personale, Pasquale Chieco - saranno assunti regolarmente. Nei loro contratti sarà inserita una clausola di garanzia, che ci metta al riparo rispetto al pronunciamento della Consulta. Ma questo non toglie che, nel merito cercheremo di difendere i concorsi rispetto all’incostituzionalità della norma».


Restano poi i concorsi da dirigente. Due sono già conclusi: quello per l’area territorio e infrastrutture, e quello per l’area sociosanitaria. La prossima settimana sono previste le prove orali del concorso per l’area legislativa e amministrativa, mentre quello per l’area lavoro, sviluppo e innovazione tecnologica è in ritardo: solo recentemente la giunta ha nominato il nuovo presidente della commissione esaminatrice, e serviranno circa 2 mesi per concludere le prove.

 I 70 nuovi dirigenti (ma la metà dei posti è riservata agli interni) dovranno comunque attendere: «Per procedere all’assunzione - dice Minervini - dobbiamo aspettare l’approvazione del bilancio». Che servirà, anche, per avviare il concorso della categoria C: «Faremo la gara d’appalto per individuare la società che dovrà assisterci nell’espletamento delle due prove preselettive». Le prove, come ormai noto, si svolgeranno in Fiera del Levante: «L’obiettivo - conferma Minervini - resta di partire a ottobre».


Adesso che vede il traguardo, l’assessore Minervini traccia un bilancio positivo dell’esperienza dei concorsi. «Nel complesso mi sembra che la vicenda stia andando abbastanza bene. C’è un clima di soddisfazione sulla possibilità che nella nostra Regione si svolgano concorsi efficaci dal punto di vista dei risultati e trasparenti dal punto di vista delle procedure». 

Negli uffici ci sono state molte polemiche, che sono spesso sfociate in ricorsi amministrativi. «Mi rendo conto - dice Minervini - che le procedure non sono sempre infallibili. Soprattutto rispetto agli interni è inevitabile che ci sia qualche fisiologico scarto tra il merito fotografato dai concorsi e alcune risorse professionali che negli anni hanno avuto il merito di farsi apprezzare. Ma, in generale, questi concorsi hanno avuto il merito di farci scoprire le risorse di cui la nostra regione è ricca».


Resta però il problema della Corte costituzionale, che potrebbe avere conseguenze importanti. «Tengo a precisare che non stanno invalidando i concorsi della Regione - dice Chieco - ma solo una norma pregressa, voluta dalla giunta Fitto, che potrebbe avere effetto su due bandi». Quelli, appunto, per i 60 posti da funzionario banditi «ora per allora», in sostituzione dei vecchi bandi da 863 posti che la Consulta aveva a suo tempo giudicato illegittimi. Ma tra le righe dell’ordinanza del Consiglio di Stato si legge forte contrarietà rispetto al «dimagrimento» di posti: che sono diventati 60 solo perché tutti gli altri posti nel frattempo sono stati «illeggitimamente coperti» attraverso la sanatoria. 

«Ma noi - si difende Chieco - non avremmo comunque potuto fare un concorso per 600 posti, perché il quadro normativo nel frattempo è mutato». Resta però il problema di quei dipendenti che hanno usufruito della sanatoria: se la Consulta dovesse effettivamente giudicarla illegittima, molti funzionari potrebbero ritrovarsi a tornare indietro nella carriera».

[m.sc.]

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