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Taranto, zio gay abusava col compagno dei 4 nipoti

Taranto, zio gay abusava col compagno dei 4 nipoti
Avrebbero narcotizzato anche attraverso bicchieri di latte, e costretto per oltre dieci anni quattro minorenni a subire abusi sessuali: per questo due uomini conviventi, di 39 anni e 58 anni, di Taranto, il primo dei quali è lo zio delle vittime, sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale jonico Patrizia Todisco su richiesta del pm Filomena Di Tursi
• «Servono carcere duro e cure»

09 Aprile 2009

TARANTO - «Mettevano qualcosa nel latte o nel succo di frutta e ci costringevano a bere. Dopo qualche minuto non capivamo più niente». Per dieci anni sarebbero stati prima narcotizzati e poi violentati, a turno, da un loro zio e dal suo convivente gay i quattro fratelli che dopo la denuncia della loro mamma hanno avuto la forza di confidare ai magistrati i loro incubi e di fare arrestare il loro parente e il suo compagno. La storia somiglia alla trama di un romanzo horror di Anne Rice. Ma qui è tutto terribilmente vero, anche se non c'è un 'Ladro di corpi' ma di vite, di sogni.


Proprio dopo che i loro sogni sono stati rubati, i quattro ragazzini hanno deciso di raccontare gli abusi subiti. Grazie alle rivelazioni, il loro zio, di 39 anni, è stato arrestato mentre al suo compagno il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere. L’uomo, che ha 58 anni, sta infatti scontando una condanna definitiva di due anni e mezzo per aver violentato suo figlio. Fatto questo che, nel 1991, ha spinto la mamma del piccolo in un profondo stato di depressione inducendola a togliersi la vita.


L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco, è stata notificata dai carabinieri che hanno condotto le indagini coordinate dal pubblico ministero Filomena Di Tursi. Le quattro vittime delle violenze sono un ragazzo che oggi ha 21 anni, una ragazza di 19 anni, e due gemelli (maschio e femmina) di 16 anni. 

Gli abusi – secondo l’accusa – si sarebbero protratti da quando i due gemelli avevano cinque anni e fino al 2007. Le vittime vivono in una casa famiglia, ma per più di dieci anni hanno trascorso i fine settimana con un loro zio materno ed il suo convivente. I genitori, infatti, non si interessavano ai loro figli e avevano delegato l’affidamento dei ragazzini durante i week end al loro parente.


Le violenze si sarebbero consumate in una casa di campagna e nell’abitazione del trentanovenne. I ragazzini – a quanto è dato sapere – venivano presi dal loro zio due per volta dalla casa famiglia. I primi erano sempre i più grandi: venivano accompagnati a casa, narcotizzati e violentati, poi toccava ai due gemelli.


Lo zio durante le indagini è stato interrogato dal magistrato inquirente e ha negato ogni accusa. Anzi, ha accusato la mamma dei piccoli, sua sorella, di averlo denunciato solo perchè lui non provvedeva più da alcuni mesi al sostentamento della famiglia, così come aveva fatto spontaneamente, in passato. E per farsi credere aveva fatto di più: aveva denunciato la moglie per tentativo di estorsione, querela che il gip del tribunale di Taranto ha poi archiviato su richiesta della pubblica accusa. I magistrati hanno infatti creduto alla mamma e ai suoi quattro figli che si sono tutti insieme schierati contro quell'uomo di 39 anni che ha trasformato la loro vita in un inferno.

 

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