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Lecce, i negozianti contro le piste ciclabili

Lecce, i negozianti contro le piste ciclabili
Proteste in via Monte San Michele e in via del Mare. La replica dell’assessore Martini. «Hanno tolto posti-auto e sono estremamente pericolose per i pedoni». Martini, da parte sua, spiega che «la soluzione del tracciato sui marciapiedi era l’unica praticabile
• A Maglie nasce «l'Ufficio delle bicicletta»

09 Aprile 2009

LECCE - «Quelle piste ciclabili sono assurde». I negozianti di via Monte San Michele e di via del Mare bocciano sonoramente, a «Pronto Gazzetta», le procedure con le quali sono stati assegnati agli amanti della bicicletta i percorsi tracciati sul marciapiede. In via Monte San Michele, di fronte al cinema di Fulgenzio, i circa 30 metri di marciapiede sono stati allargati di un metro e mezzo. Fino a qualche mese addietro potevano sostare le auto, adesso non ci sono più gli stalli della sosta. 

«Le macchine parcheggiano lo stesso - fa notare la commessa di un negozio di articoli per l’infanzia - Così i clienti, che escono dal negozio con il passeggino, si trovano addosso il ciclista. Semmai la pista doveva essere fatta sul marciapiede opposto». Dello stesso parere anche la titolare del bar accanto. «Abbiamo fatto una raccolta di firme. Dal Comune ci hanno assicurato che rimetteranno le cose a posto. Pare che vogliano limitare le piste sui marciapiedi del centro cittadino». Per il titolare del negozio di piccoli elettrodomestici, Electroshop, il percorso sul marciapiede «ha sottratto molti parcheggi e non è una soluzione ottimale». 

Il problema si ripresenta anche nella vicina via Della Libertà, subito dopo la chiesa di Fulgenzio. «Se un bambino esce di corsa dalla mia tabaccheria e si scontra con un ciclista - ipotizza preoccupato il titolare - di chi è la responsabilità? Le piste ciclabili sono belle, ma da noi manca la cultura. Così pure le macchine che escono dal garage interrato qui a fianco; a causa della pendenza, devono accelerare e si ritrovano subito sul marciapiede. E’ ri - dicolo quello che hanno fatto». Rincara la dose la signora Margherita, una cliente della tabaccheria. «Nel nord Europa le piste ciclabili sono ricavate lungo le vie a senso unico. Le situazioni di 30 anni fa non sono quelle di oggi». Al coro delle lamentele si uniscono i titolari della lavanderia Argentina, per i quali «la pista, così com’è fatta, è una cosa assurda», la salumeria Bevilacqua, il cui titolare la ritiene «inutile e pericolosa per anziani e bambini» e il commesso di Daniel Foto, per il quale «la pista non si capisce, anche se per l’attività non ci sono danni». 

L’assessore ai Lavori pubblici, Severo Martini, da parte sua, spiega che «la soluzione del tracciato sui marciapiedi era l’unica praticabile. Da un lato vogliamo migliorare la qualità della vita, ma dall’altro dobbiamo accettare qualche compromesso. E proprio la difficoltà per adeguare la soluzione alle diverse situazioni ha allungato i tempi di realizzazione. Le piste non rimarranno così, saranno corredate di segnali e altre indicazioni utili». (ce. m.)
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