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Teatro Petruzzelli: la  Fondazione chiede l'affitto

Teatro Petruzzelli: la  Fondazione chiede l'affitto
Il consiglio di amministrazione di ieri ha deciso per l’ennesimo tentativo di forzare la mano per ottenere la consegna del politeama. Al Piccinni si terranno gli spettacoli del Maggio barese e, a meno di sorprese, tutta la tranche autunnale del cartellone. E torna l'ipotesi esproprio

09 Aprile 2009

Il consiglio d’amministrazione ieri mattina per la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari ha partorito l’ennesima idea meravigliosa per cercare di sbloccare l’ormai «noiosissima» questione dell’inaugurazione e della riconsegna del politeama completamente ricostruito alla città. La Fondazione ha intenzione di chiedere alla famiglia proprietaria in fitto il teatro, sempre a patto che siano state completate le altre procedure tecniche ed amministrative, per mettere in scena la prossima opera in cartellone, La walkiria di Wagner, in programma tra la fine del mese di aprile e l’inizio del prossimo mese di maggio. Del tutto priva di fondamento la boutade che vorrebbe già affidata al maestro Muti la riapertura del teatro, in settembre, cioè dopo le elezioni, in assenza di qualsivoglia segnale dal ministero, al quale tra pochi giorni il commissario alla ricostruzione Balducci consegnerà il manufatto definitivamente completato e perfettamente agibile, resta da vedere a che titolo il ministro possa trattenere tra le sue mani le chiavi del teatro, tra l’altro tutt’ora di proprietà privata ancorché ricostruito con denaro pubblico. 

Ecco la nuova idea per rompere l’inerzia: esattamente come avviene per l’affitto dello Spazio 7 della Fiera del Levante, la Fondazione chiederà alla famiglia Messeni Nemagna, se mai alla proprietà dovessero essere rimesse le chiavi (un percorso questo che sembrerebbe obbligato) il fitto per l’esclusivo tempo necessario ad allestire e mettere in scena il capolavoro wag neriano. Questa operazione non avrebbe alcun tipo di riflesso, naturalmente, sul rispetto del protocollo di intesa del 2002, autentico perno attorno al quale ruota l’intera vicenda Petruzzelli. La Fondazione si dichiarava e si dichiarerebbe pronta all’applicazione di quel protocollo non appena la situazione sarà definitivamente chiarita. Un’idea, questa dell’af fitto del teatro circostanza per circostanza, che era già venuta fuori, presentata dal socio privato, l’ing. Di Paola. Chiaro che si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di forzare la mano di fronte al silenzio assordante che viene da Roma. Ed è chiaro anche che occorrerebbe la piena disponibilità dei proprietari e andrebbero risolti alcuni problemi pratici, come la polizza assicurativa necessaria allo svolgimento dello spettacolo del nuovo teat ro. Intanto, come detto, preme alle porte la piccola porzione di cartellone che rientra nel Maggio barese. Anche se dovesse andare in scena in Fiera, Walkiria sarà comunque allestita in forma scenica, con la regia di Walter Pagliaro, mentre un ciclo di appuntamenti concertistici e cameristici si terrà al Piccinni. Dove un appuntamento speciale chiuderà il mese. A fine giugno, ecco L’elisir d’a m o re di Donizetti (lo Spazio 7 è dotato di aria condizionata, esattamente come il Petruzzelli per altro), mentre per l’autunno, per il momento e stando così le cose, è sempre il Piccinni il palcoscenico previsto per due classici shakespeariani consegnati alla leggenda della musica, Macbeth di Verdi e il Sogno di una notte di mezza estate al Britten. 

Mistero fitto invece intorno alle intenzioni del ministro quanto alle procedure di consegna del teatro. Tutto sembra essere ancora in alto mare e il problema principale potrebbe essere rappresentato proprio dalla fragilità del protocollo di intesa. Si sa di un parere assai perplesso dell’Avvocatura generale dello Stato, si intuisce anche di una sorta di «esplorazione» con i legali dei Messeni Nemagna sull’ipotesi di un nuovo esproprio (stavolta con un iter corretto), si fa strada persino l’ipotesi del famoso ricorso a quella postilla del contratto di concessione del suolo all’inizio del secolo scorso. Quella che obbligava la proprietà a ricostruire il teatro entro tre anni da un eventuale distruzione pena l’esproprio a costo zero. Questo sì un colpo di scena fenomenale. [f.c.]
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