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In Puglia e Basilicata

Voci dal terremoto «Salvi per miracolo»

Voci dal terremoto «Salvi per miracolo»
di AGOSTINO QUERO
Tanti i ragazzi tarantini che studiavano all'Aquila. Graziana Ceci, 19 anni e mezzo, martinese, solo per pochi secondi ha evitato che le cadesse addosso il muro della camera da letto. Nella sua abitazione alla periferia de L’Aquila, la studentessa universitaria era a letto nella notte fra domenica e lunedì. Appena lasciata la stanza, è venuto giù l’intonaco
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09 Aprile 2009

di AGOSTINO QUERO 

MARTINA - Graziana Ceci, 19 anni e mezzo, martinese, solo per pochi secondi ha evitato che le cadesse addosso il muro della camera da letto. Nella sua abitazione alla periferia de L’Aquila, la studentessa universitaria (primo anno di biotecnologia medica) era a letto nella notte fra domenica e lunedì. Sola in casa perché le due coinquiline laziali erano già tornate a Roma e Cisterna per le vacanze di Pasqua. Graziana, sentito il boato del terremoto, ha fatto in tempo a scendere dal letto, in pigiama, scalza, ha preso il cellulare ed è scappata in strada. Appena lasciata la stanza, è venuto giù l’intonaco del muro dietro la spalliera del letto. Subito una telefonata ai genitori che alle 4 di notte si sono messi in macchina, alle 9 di lunedì sono arrivati nel paesaggio lunare dell’Aquila, hanno preso la loro figlia che nel frattempo aveva potuto recuperare qualche altra cosa dall’abitazione, e poi via verso Martina. Da lunedì, dunque, Graziana è in Puglia, come la coetanea Marica, mentre Morena, altra studentessa universitaria, a Martina si trovava già, la notte del terremoto. 

«Sono tornata, dopo aver fatto un esame, lunedì della settimana prima, e siccome l’esame si è svolto con un terremoto in corso, ho deciso di tornare subito a casa. Tutti lì davano informazioni rassicuranti ai cittadini, mentre l'unico che aveva previsto anche il luogo in cui sarebbe successo, si è beccato pure una denuncia». Annarita, Antonio e Mauro sono gli altri studenti martinesi presenti a L’Aquila in quella notte. Tutti, ora, a Martina, lontani dall’Abruzzo, ma quella notte è incancellabile. 

E un altro martinese si è salvato dal terremoto semplicemente perché ha avuto paura della scossa che si era verificata prima. E’ la storia di Edmondo Di Pierro, pensionato Ilva, 58 enne, residente da circa 8 anni a L’Aquila. Di Pierro ha pensato bene che forse la notte fra domenica e lunedì sarebbe stato meglio dormire in macchina piuttosto che a casa. Alle 23. 15 l’uomo e alcuni suoi amici erano in un bar del capoluogo abruzzese e si sono precipitati in strada a causa della scossa verificatasi a quell'ora. Di qui la decisione di dormire in auto. Di Pierro, però, non ha la macchina ed ha «alloggiato » in quella di un amico. Alle 3 e mezza di notte il disastro. Di Pierro ha fatto rientro martedi mattina in casa per vedere cosa fosse accaduto. Qualche suppellettile a terra ma niente danni gravi. Ma certamente non una cosa da lasciare tranquilli. Tanto che, prese alcune cose e messe in valigia, Di Pierro ha raggiunto in pullman Roseto degli Abruzzi. E da lì il cognato martinese, che era andato a prenderlo, lo ha riportato in Valle d’Itria. Rientro ieri all’alba. 

Si trova invece a Martina sin da lunedì Mariano Lacarbonara, 24 enne studente in odontoiatria, che stava dormendo in casa sua a L’Aquila. Fuga in fretta e furia da quell'appartamento nel centro storico fra calcinacci che cadevano e porta d’ingresso quasi ostruita. Fuga in strada, poi la verifica del disastro che aveva colpito il capoluogo e quindi la decisione di tornare in Puglia.
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