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In Puglia e Basilicata

Bimba abbandonata a Lecce con un biglietto in tasca

Bimba abbandonata a Lecce con un biglietto in tasca
Abbandonata con addosso tre paia di pantaloni e tre felpe, sulla sedia di uno dei tavolini all'aperto di un bar del centro storico. Si tratta di una bambina di sei anni, che grazie al fogliettino di carta che i genitori le avevano attaccato ai pantaloni con una spilla di sicurezza, si è saputo essere di nazionalità rumena. Ora è in una casa famiglia di Aradeo. Continua a piangere e non dice una parola

08 Aprile 2009

LECCE - Abbandonata con addosso tre paia di pantaloni e tre felpe, sulla sedia di uno dei tavolini all’aperto di un bar del centro storico. Si tratta di una bambina di sei anni, che grazie al fogliettino di carta che i genitori le avevano attaccato ai pantaloni con una spilla di sicurezza, si è saputo essere di nazionalità rumena. Piegata su se stessa ed in lacrime, l’altra sera la piccina è stata notata dalle due cameriere del bar. Che le sono andate incontro per rincuorarla, in attesa del ritorno dei genitori od anche solo della sua mamma, che pensavano si fosse allontanata per poco tempo, e magari solo per fare la spesa in un negozio vicino. Ed invece, dopo aver atteso più di un’ora, della donna e dell’eventuale marito, le due non hanno visto neppure l’ombra. E nulla hanno potuto sapere dalla bambina che, chiusa nel più assoluto mutismo, non faceva che piangere. 

Ad un certo punto, d’intesa con i proprietari del bar e con una rappresentante dell’associazione «Spazio sociale Zei» che si trovava nella zona, le due cameriere hanno allertato il numero d’emergenza 113, e sul posto è giunto l’equipaggio di una «Volante» della Questura. Come s’è detto, attraverso il fogliettino che le era stato appuntato sui pantaloni, i poliziotti hanno appreso che si trattava di una bambina rumena. Prima di dare avvio alle indagini, gli uomini in divisa hanno accompagnato la piccola negli uffici di viale Otranto, ed hanno permesso alla rappresentante di «Spazio sociale Zei» di restarle accanto. Nell’eventualità che si trattasse di una rumena di etnìa Rom, quale primo atto investigativo, dopo aver avvisato il magistrato di turno della Procura di minori, Francesca Filoni, gli agenti hanno raggiunto il campo dei nomadi Rom di Panareo. Ma a quanto è dato di sapere, dal capo della comunità hanno appreso che quella bambina non apparteneva al loro campo, e che probabilmente non era neppure di etnìa Rom. 

A quel punto, tutti hanno avuto la certezza che fosse stata davvero abbandonata, ed è così scattata la ricerca di un posto sicuro (e autorizzato) dove ospitarla. Alla fine, e d’intesa con lo stesso magistrato, la piccola è stata accompagnata in una casa famiglia di Aradeo. Per tutto il tempo trascorso prima di addormentarsi, avrebbe continuato a piangere senza però dire una sola parola. Al risveglio e dopo la colazione, avrebbe comunque cominciato ad aprirsi con gli altri ospiti della struttura.
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