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puglia Arpa, dopo Assennato l'ipotesi Digeronimo

le scelte di emiliano Il dg scade l'8 marzo. La Regione: ci sarà un bando europeo

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BARI - L’incarico di direttore generale dell’Ares è già scaduto. La poltrona dell’Oncologico di Bari si libererà a breve. E tra poco più di un mese bisognerà trovare il sostituto di Giorgio Assennato all’Arpa. In questi giorni il governatore Michele Emiliano dovrà mettere mano alle nomine della sanità, dove l’emergenza di fatto non è mai cessata.

L’incarico più importante è quello all’Agenzia per l’ambiente. Assennato, un maestro della medicina del lavoro, è già in pensione: il suo contratto scadrà l’8 marzo. Sostituirlo non sarà semplice, perché si tratta di uno dei più profondi conoscitori delle tematiche collegate al rischio ambientale. L’idea della Regione è di fare un bando europeo, con la massima pubblicità possibile, così da trovare una personalità all’altezza: le partite aperte (dall’Ilva di Taranto alle bonifiche di Brindisi) richiedono competenze di alto livello.

Emiliano non intende accelerare sulla successione di Assennato, e quindi non ci saranno colpi di mano. Tuttavia il presidente non ha ancora accantonato l’idea di un commissariamento. Qualche mese fa aveva ipotizzato di chiamare il Procuratore di Taranto, Franco Sebastio, prossimo alla pensione: tuttavia il magistrato ha fatto ricorso al Tar e resterà in carica almeno fino a giugno. Ma per restare in ambiente giudiziario, Emiliano ha pensato anche alla ex Pm antimafia Desirèe Digeronimo, oggi in servizio a Roma, che si è candidata alle Regionali in una delle «civiche» del governatore.

L’altro dossier cui Emiliano potrebbe mettere mano in settimana è quello dell’Acquedotto. Al momento l’unica ipotesi è il parlamentare Pino Pisicchio, ma la ricerca non si è fermata. In prima battuta la Regione vorrebbe un tecnico, ma i 120mila euro lordi annui sono un compenso troppo basso per «convincere» un manager di settore a trasferirsi a Bari. Ecco perché l’obiettivo si è spostato sulla politica, con un presidente di garanzia cui affidare funzioni sostanzialmente di rappresentanza e coordinamento. Pino Pisicchio è fratello di Alfonso, consigliere regionale che spinge per un «riconoscimento» da parte di Emiliano, cui rimprovera di non aver incluso la sua lista civica nel giro delle nomine di giunta. Ma l’ostacolo, a quanto pare, sta proprio nel convincere il parlamentare a lasciare Roma, anche se tecnicamente non ci sono incompatibilità nel doppio incarico.

Oggi intanto torna a riunirsi la giunta, nella prima seduta «operativa» del 2016 dopo quella dedicata al disegno di legge sul bilancio (il Consiglio regionale ne discuterà l’1 e 2 febbraio, le commissioni sono convocate da oggi a giovedì). A quanto pare Emiliano è intenzionato a mettere già le mani sull’organizzazione degli uffici (il modello Maia), con spostamenti in incarichi chiave. [m.sc.]

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