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In Puglia e Basilicata

Morte madre e 4 figlie di Vieste

Morte madre e 4 figlie di Vieste
di GIANNI SOLLITTO
Anche Vieste piange i morti del terremoto. Purtroppo è arrivata la conferma ufficiale. Annamaria Russo, 40 anni, e le sue quattro figlie, Rosa, Micaela, Chiara e Giusy, rispettivamente di 17, 13, 11 e 8 anni, tutte di Vieste, sono morte nel crollo della loro abitazione, posta al secondo piano di una palazzina del centro storico a L’Aquila, in seguito al violento terremoto dell’altra notte

08 Aprile 2009

VIESTE - Anche Vieste piange i morti del terremoto. Purtroppo è arrivata la conferma ufficiale. Annamaria Russo, 40 anni, e le sue quattro figlie, Rosa, Micaela, Chiara e Giusy, rispettivamente di 17, 13, 11 e 8 anni, tutte di Vieste, sono morte nel crollo della loro abitazione, posta al secondo piano di una palazzina del centro storico a L’Aquila, in seguito al violento terremoto dell’altra notte. A confermare il decesso, una zia di Annamaria Russo, Antonietta Monaco, la quale si è sentita telefonicamente con l’ex marito della donna scomparsa, Antonio Germinelli, partito l’altro pomeriggio alla vola del capoluogo abruzzese per avere notizie dei suoi familiari. La donna ha riferito che sono stati dapprima rinvenuti i corpi delle tre figlie più piccole, vale a dire Giusy, Chiara e Micaela, recuperati dalle squadre di soccorso all’alba. Mentre i corpi dell’altra figlia, Rosa, e della mamma Annamaria, sono stati estratti intorno alle otto e trenta. Secondo quanto ha rivelato ai parenti Antonio Germinelli, che ha proceduto poi al riconoscimento ufficiale dei corpi, mamma e figlie sono state rinvenute, in due stanze diverse, nei propri letti. Ciò fa presumere che non abbiano avuto nemmeno il tempo di tentare la fuga dopo la violenta scossa e che, quindi, siano state sorprese nel sonno. 

I corpi straziati delle cinque vittime, sono stati ricomposti nell’obitorio allestito dalla protezione civile dove Antonio Germinelli ha proceduto a riconoscerli. Grande dolore a Vieste dove vive la madre di Annamaria, la signora Micaela Monaco, 69 anni, rimasta vedova tre anni fa, ed una zia. Gli altri congiunti di Annamaria, in particolare i suoi fratelli, sei in tutto, risiedono in Belgio. Tutti sono stati informati dell’accaduto e, secondo quanto ci ha riferito la zia della vittima, stanno già partendo alla volta di Vieste dove saranno poi trasferite le salme. Come già riferito, Annamaria Russo, un paio d’anni fa, dopo la separazione dal marito, si era trasferita a L’Aquila dove era riuscita a trovare lavoro come assistente agli anziani in una casa di riposo. Un lavoro che le garantiva di poter portare avanti la famiglia, anche se con alcune difficoltà considerata la giovane età delle figlie. 

Anna Russo vittima sisma che ha colpito gli AbruzziCon i parenti a Vieste, e soprattutto con la mamma, si sentiva molto spesso, almeno un paio di volte durante la settimana. Proprio domenica, giorno delle Palme, l’ultimo contatto di Annamaria con la madre (il padre, come detto, è morto tre anni fa). «Non ho più lacrime da versare - ci dice Micaela Monaco, l’anziana madre di Annamaria e nonna delle bimbe decedute -. Subito dopo aver saputo dai telegiornali del terremoto a L’Aquila ho pensato subito che qualcosa era accaduta a mia figlia e alle mie nipoti perché loro abitavano nel centro storico. La preoccupazione è cresciuta con passare delle ore perché non avevo notizie. Poi - riferisce la donna - la conferma che erano tutte morte. Uno strazio. Un dolore indescrivibile per una mamma. Il dolore è ancora più grande se penso che ora, dopo un periodo brutto della sua vita, mia figlia aveva trovato la serenità. Stava bene a L’Aquila, lei con le sue figlie che ora non rivedrò mai più». La donna scoppia in lacrime, e con lei i parenti che le si stringono attorno nella modesta casa di via Trepiccioni al civico 56 dove nonna Micaela vive da sola, dopo aver trascorso gran parte della gioventù in Belgio dove ha formato la sua numerosa famiglia, ben nove figli, di cui due morti in tenera età. A loro ora si è aggiunta Annamaria, l’unica a rimenare in Italia per stare più vicina alla mamma. A quella mamma che ora si dispera e che forse non si rassegnerà mai più.
di GIANNI SOLLITTO
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