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In Puglia e Basilicata

Reportage/Da Bari a Mira sulle tracce di San Nicola

Reportage/Da Bari a Mira sulle tracce di San Nicola
Da Bari a Myra 922 anni dopo: parte mercoledì all'alba la traversata in barca a vela sulle tracce di San Nicola. Come i 62 marinai che s'imbarcarono nel 1087 a bordo delle "caracche". Tutte le tappe, dal Peloponneso fino alla Turchia, saranno ripercorse con un viaggio moderno a bordo della goletta Ideadue (uno shooner di 22 metri), con il progetto organizzato da Vincenzo Catalano. Il viaggio sarà raccontato giorno per giorno in diretta dalla nostra giornalista Enrica Simonetti, a bordo della goletta

06 Aprile 2009

di ENRICA SIMONETTI
Si chiamavano Albertus, Elias, Mattheus... Quando si lasciarono Bari alle spalle, a bordo delle caracche a vela, fornite solo di qualche remo e di tanta audacia, i 62 marinai della Mirabile Impresa provarono certamente qualche brivido. Da Bari a Myra, dalla Puglia alla Licia per cercare e trafugare le ossa di San Nicola, un’azione che fu capace di trasformare la Puglia nel centro del culto mediterraneo di uno dei Santi più famosi del mondo. Di questo viaggio si conosce poco: molti documenti sono stati tradotti dal latino e dal greco dagli studiosi nicolaiani e le certezze si fermano ad alcune delle tappe, alla data di rientro a Bari che fu il 10 maggio e al numero e ai nomi dei coraggiosi marinai, quelli che la notte prima di partire erano in una cantina di Bari Vecchia a programmare l’evento, forse davanti a qualche candela, forse con qualche esponente di famiglie bizantine. 

A 922 anni da quei giorni, lo stesso viaggio sta per compiersi sulle tracce di quel coraggio e di quell’evento: parte domani la «Translatio Sancti Nicolai», una traversata da Bari a Myra che fa parte di un progetto più ampio dal titolo «Ex Oriente Lumen», ideato dal fotografo Enzo Catalano e fortemente voluto dalla Basilica di San Nicola. Un modo per ricollegare al presente un evento storico che fa parte della tradizione e del culto nicolaiano, una festa che non è solo fatta dei giorni delle sagre o della venerazione, ma che è un importantissimo fil rouge che lega da secoli cattolici e ortodossi, Oriente e Occidente. 

E come non considerare San Nicola un simbolo di pace e di conciliazione nel Mediterraneo? Come non legare questi segnali di pace e di unione alle tante disgregazioni politiche, non ultima quella della volontà di chiudere l’Europa alla Turchia? 

Sono alcuni dei temi di cui si è parlato ieri mattina durante la presentazione del progetto, tenuta al Circolo della Vela di Bari, alla presenza del rettore di San Nicola padre Damiano Bova, dell’arch. Onofrio Mangini, dell’assessore regionale Onofrio Introna, di Gianluca Iacobini (Banca Popolare di Bari, che sponsorizza il progetto) e di Matteo Siciliano (Comitato San Nicola), oltre che dello stesso fotografo Vincenzo Catalano. 

La traversata avverrà a bordo della goletta a due alberi «Ideadue», uno shooner di 22 metri condotto dal comandante Lele Colonna, navigatore leccese che ha attraversato per decenni Adriatico e Mediterraneo, partecipando ad esempio alla «Regata del Cinquecentenario» sulla rotta di Cristoforo Colombo. 

Ma ora la rotta sarà quella nicolaiana, il percorso che diventerà un reportage fatto di immagini e parole, con un diario di bordo del viaggio moderno ricordando le tappe dell’antico peregrinare sulle caravelle, con una mostra in cui saranno ripercorse le tappe del viaggio dei 62 marinai, viste da ieri a oggi, dal passato al presente. «La traslazione - ha detto padre Bova - è l’eponimo della città e non potevamo non dedicare a questo evento una parte specifica del progetto che mira a sottolineare la figura del santo e del suo culto internazionale». 

E - ha aggiunto l’assessore Introna - questa goletta sarà proprio ambasciatrice di pace, «simbolo dell’abbattimento delle frontiere e degli steccati che ancora oggi si frappongono nel Mediterraneo. Il Governo regionale vuole sostenere questa iniziativa perché il Mediterraneo ha bisogno di pace». La goletta toccherà da Myra a Bari i seguenti luoghi: Kekov, isola proprio davanti ad Andriake (il porto di Myra); Magiste (Castelrosso); Patara, città natale di san Nicola; Isolotto Perdicca, oggi Olüdeniz; Porto di Marciano (Makri); Milo; Isola di Stafnu; Geraca e Monemvasia; Methone; Castro; il porticciolo di San Giorgio vicino Bari, dove i marinai si fermarono, commossi, prima di entrare a Bari.
Sulla prua di «Ideadue» , come una polena, c’è una scultura che raffigura Nicola con una colomba: è il dono dell’artista barese Anna Maria Di Terlizzi e il simbolo di un viaggio di pace. Tra Oriente e Occidente, nel mare che non ci divide ma ci unisce.
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