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In Puglia e Basilicata

Energie alternative  buona strada per la Puglia

Energie alternative  buona strada per la Puglia
Il presidente della Regione Puglia, lo ha detto intervenendo al convegno «Innovazione, Ricerca, Fonti Rinnovabili e Sostenibilità Ambientale: lo scenario energetico pugliese», organizzato da Confindustria Puglia, Enel Green Power e Italgest Puglia nella sede di Confindustria Bari
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06 Aprile 2009

BARI - «Oggi abbiamo battuto la Lombardia: siamo a 56 megawatt installati di fotovoltaico-solare, siamo a 966 installati di eolico, ne abbiamo altrettanti autorizzati e così con il fotovoltaico, stiamo stimolando una prospettiva che riguardi non l’occupazione del territorio, ma l'occupazione, diciamo così, di tutti i volumi occupabili gli edifici pubblici. Cioè si apre una grande prospettiva». 
Il presidente della Regione Puglia, lo ha detto intervenendo al convegno «Innovazione, Ricerca, Fonti Rinnovabili e Sostenibilità Ambientale: lo scenario energetico pugliese», organizzato da Confindustria Puglia, Enel Green Power e Italgest Puglia nella sede di Confindustria Bari e moderato dal direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso.

Secondo Vendola, la Puglia ha preso «una strada buona, una strada giusta, una strada nella quale non dobbiamo mai aver paura del confronto con le popolazioni e comunità. Una strada – ha spiegato – che per noi sarà più facile percorrere quanto più crescerà la consapevolezza generale, con il fatto che ci stiamo giocando una sfida che riguarda anche la vita del pianeta, la crisi ambientale. La crisi economio-finanziaria e la crisi sociale sono due manifestazioni di quest’altra crisi che rischia di soffocare il pianeta che è la crisi ambientale». 

«Stiamo cercando quattrini, che qualcuno ci ha tolto, per aprire le pompe di distribuzione dell’idrogeno – ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola – perchè stanno arrivando i regolamenti della comunità europea, vorremmo essere tra i primi a ragionare sulla ecosostenibilità dei modelli di mobilità urbana, cioè è un mondo che si apre di fronte a noi. Certo sulle biomasse siamo disturbati, perché c'è un eccesso di polemica strumentale, perché vorremmo capire per quale ragione 10 megawatt di biomasse nella città A fanno venire il cancro e la leucemia e perché 10 megawatt di biomasse nella città B, a 10 chilometri di distanza dalla città A fanno venire, invece, un buon appetito». 

«Dobbiamo dire al Governo centrale - ha affermato ancora Vendola – che se lo può togliere dalla testa l’idea che chi è trattato peggio deve essere trattato ancora peggio, cioè chi ha i problemi, per esempio, dei tronchi di trasmissione dell’energia elettrica non deve essere due volte penalizzato e pagare ancora una volta, per cui alla fine dei conti, io Puglia, dò al sistema Paese l’88% dell’energia che produco e, siccome la do in maniera rallentata, perché ci sono dei problemi sulla rete di trasmissione, dovrò farmi carico anche di pagare le multe». Cioè, «non solo produco l’energia per la Padania ma - ha spiegato Vendola – gli devo anche pagare la bolletta elettrica. Questo mi pare un’esagerazione. Io spero che Confidustria nazionale possa superare il proprio pluralismo interno su questa questione».
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