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In Puglia e Basilicata

Imprenditore potentino accusato di bancarotta e sequestro di persona

Imprenditore potentino accusato di bancarotta e sequestro di persona
Carmine Scatorchia, 39 anni, nato a Potenza e residente a Vignate (Milano), e Felice Cannata, 48 anni, originario di Enna e residente a Pozzuolo Martesana (Milano), sono finiti in carcere per il fallimento del loro autosalone di lusso (a Sanremo), sequestro di persona, estorsione, percosse e falso in atto pubblico
• Estorsione ad azienda, arresti nel Brindisino

04 Aprile 2009

SANREMO – Bancarotta fraudolenta, sequestro di persona, estorsione, percosse e falso in atto pubblico sono le accuse contestate a due imprenditori per il fallimento di una concessionaria di automobili di lusso con sede legale a Sanremo e autosalone a Cassina dè Pecchi, in provincia di Milano. A seguito di una vasta indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Imperia e su ordine del gip Edoardo Bracco del tribunale di Sanremo, sono finiti in carcere Carmine Scatorchia, 39 anni, nato a Potenza e residente a Vignate (Milano), e Felice Cannata, 48 anni, originario di Enna e residente a Pozzuolo Martesana (Milano). 

La vicenda riguarda il fallimento della società "Classic Motors", società messa in liquidazione nel 2007 e fallita il 5 marzo 2009. Nel corso dell’indagine le Fiamme gialle avrebbero appurato che i due amministratori, anche avvalendosi di "teste di legno", erano riusciti a distrarre beni per oltre 600 mila euro. In particolare, si parla di 16 auto di lusso che i due avrebbero venduto trattenendo l’incasso. 

Il sequestro di persona riguarda due casi, il primo nei confronti di un debitore al quale sarebbe stato anche imposto di firmare cambiali per 129 mila euro e il secondo di un ex socio obbligato a firmare l’impegno a vendere un immobile. 

I due, secondo quanto ricostruito, sarebbero stati, in altrettanti distinti episodi, costretti a seguire i due arrestati dalla provincia di Savona (il debitore tra l’altro risiede ad Ortovero) all’autosalone di Milano. In base ad altri accertamenti della Guardia di Finanza è emerso che i due arrestati, in breve tempo, erano riusciti a creare una serie di società intestate a prestanome, utilizzate per la distrazione dei capitali. Nel corso dell’operazione sono state anche sequestrate due auto di lusso: una Porsche cabrio 997 4S e una Mercedes Cls 320.
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