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In Puglia e Basilicata

Cercasi un Giuda per la Via Crucis

Cercasi un Giuda per la Via Crucis
Succede in Basilicata nel corteo di Palazzo San Gervasio. Non è stato possibile trovare nessuno che facesse la parte del «traditore»
• Se alla processione nessuno vuole fare Giuda Iscariota
• Trani: sfila la Madonna, non si beve e non si devasta

04 Aprile 2009

di FRANCO DE FLORIO 

Tutto è pronto per il tradizionale appuntamento con la via Crucis a Palazzo San Gervasio. Ma manca un tassello importante: nessuno, proprio nessuno vuole interpretare Giuda, il traditore, l’uomo che vendette Gesù. Tra i 500 figuranti, insomma, non c’è un solo «attore» che voglia prestare il suo volto a Giuda in una processione che si rifà alle antiche usanze palazzesi. Tradizionale è la partecipazione delle «verginelle», bambini che raffigurano personaggi religiosi. Per Edda Orlando, vero braccio destro del parroco don Teodosio, «per molti partecipare rappresenta un atto d’amore ad un dono del Signore verso l’umanità, dopo aver partecipato alla via Crucis vivente rimangono delle sensazioni particolari,difficili da cancellare, la parte ti prende, ti coinvolge, ti fa riflettere». Il caso Giuda, comunque, non impedirà lo svolgimento della manifestazione. È forse per questa ragione che la scena del bacio a Gesù nell’orto degli ulivi per venderlo per trenta denari quest’anno non avrà luogo. 

«Io - dice Antonio, Giuda Iscariota - l’ho interpretato l’anno scorso, ma quest’anno mi sono rifiutato di ripeterla. Mi è rimasto qualcosa dentro di fastidioso, sensazioni strane alle quali non riuscivo a liberami, portavo dentro di me il bacio del traditore ed è per questo che ho cambiato personaggio ed ho voluto interpretare il buon ladrone». 
Per i figuranti non è solo la partecipazione ma è calarsi nella parte che rappresentano, per Michele ad esempio «interpretare la parte di Gesù è una grossa responsabilità, ti fa venire molti dubbi esistenziali, ed è per questo che ho seguito prima un percorso di fede, di purificazione spirituale, anche di sofferenza, e solo quando mi sono sentito pronto e tolto ogni dubbio ho accettato la parte». 

La parte di Maria madre di Gesù è affidata ad una giovane signora. «Io nella vita sono anche mamma ed è stato molto difficile immedesimarmi nella parte di Maria, vedere un figlio martoriato in quel modo,assistere impotente al suo supplizio, non avrei mai sopportato un dolore così atroce. Anche grazie a questo sono riuscita a capire la grandezza d’animo della Madonna». 

Pasquale è il fustigatore, colui che mette la corona di spine sulla testa di Gesù e lo fustiga durante il percorso che lo porta al calvario. «Nella vita normale mai avrei accettato un ruolo così atroce,di una crudeltà inaudita, ha provocato in me un senso di disagio,questo comunque mi è servito a riscattarmi verso la società, mi ha avvicinato alla chiesa dalla quale prima ero molto distante facendomi cambiare radicalmente modo di vivere». 

Andrea è Ponzio Pilato: «Mi sento responsabile della morte di Gesù ,mi fa capire che un uomo come me avrebbe potuto far cambiare il corso degli eventi,della crudeltà e la barbaria di quel tempo». Gli fa eco Barabba: «Immaginiamo per un attimo, egli dice, che le folle di tutto il mondo gridassero di liberare Gesù al posto di Barabba,che improvvisamente il mondo prendesse coscienza della sue debolezze e rinsavisse ,che la pace finalmente si diffondesse in tutto il pianeta. Utopia? Ma se Gesù è venuto sulla terra proprio per questo».

• COMMENTO: Se alla processione nessuno vuole fare Giuda
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