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In Puglia e Basilicata

Crisi all'Ilva di Taranto stop alla batteria num.8

Crisi all'Ilva di Taranto stop alla batteria num.8
di FULVIO COLUCCI 
Era stata concordata la chiusura e il rifacimento di altre quattro batterie del reparto. Azienda e sindacati si incontreranno il 7 aprile. In discussione l’integrazione salariale e l’andamento del mercato. Confermata anche la riduzione di marcia dell’acciaieria 2

03 Aprile 2009

di FULVIO COLUCCI

L’Ilva spegne la batteria numero 8 del reparto cokeria. Un nuovo, pesante, segnale della crisi economica che investe l’azienda siderurgica. Il Gruppo Riva ha comunicato la decisione due giorni fa ai sindacati, anticipando anche un altro provvedimento importante: il treno nastri 2 non si fermerà solo per il breve periodo delle feste pasquali così come previsto. Lo stop sarà più lungo: due settimane. Il Gruppo Riva ha confermato ai sindacati anche la marcia ridotta dell’acciaieria 2 sempre per ragioni legate ai tagli produtt ivi. La decisione di interrompere l’attività della batteria numero 8 della cokeria è legata alla marcia ridotta di un altro impianto strategico per l’Ilva : l’altoforno numero 2. 

L’azienda ha bisogno di mantenere basso il regime produttivo per le note ragioni di crisi del mercato e deve così bilanciare l’attività degli impianti. I sindacati non nascondo la loro preoccupazione soprattutto in prospettiva. Siamo già alla seconda fase della cassa integrazione con 4mila unità in esubero. I rappresentanti dei lavoratori guardano all’incontro del 7 aprile con l’azienda come un appuntamento decisivo non solo per le sorti della trattativa sull’integrazione salariale al personale in cassa. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm chiederanno al Gruppo Riva ulteriori valutazioni sull’andamento del mercato e sulle previsioni soprattutto per l’estate. 
L’Ilva ha già fermato le batterie 3,4,5,6 del reparto cokeria in seguito ai primi grandi tagli produttivi previsti nello scorso autunno. L’azienda, d’intesa con i sindacati, ha programmato il cosiddetto re vamping degli impianti cioè la loro manutenzione e ristrutturazione in chiave di eco-compatibilità ambientale. 

E a proposito di ambiente, nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno segnalato all’assessorato all’Ambiente del Comune la diffusione di cattivi odori su un tratto della statale 100. L’assessore Romeo ha disposto accertamenti chiedendo l’intervento dell’Arpa. I tecnici hanno accertato che i cattivi odori derivano dalla fermentazione di materiale ferroso e calce presente in un capannone dell’Ilva. Il materiale doveva essere trattenuto nel capannone tre giorni e poi inviato in acciaieria secondo le pratiche operative dello stabilimento siderurgico. Ma per effetto della riduzione della produzione il materiale è rimasto in deposito per venti giorni, provocando i cattivi odori avvertiti dai cittadini.
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