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In Puglia e Basilicata

14 arresti tra dirigenti e ispettori del lavoro

14 arresti tra dirigenti e ispettori del lavoro
Gli arresti eseguiti nel Barese dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’indagine su accertamenti e ispezioni nei luoghi di lavoro che sarebbero state «ammorbidite» tramite tangenti – tra i 3.500 e i 5.000 euro – a funzionari pubblici, ispettori e consulenti del lavoro
• In pagamento soldi e un tagliaerba

03 Aprile 2009

BARLETTA – Per le accuse di concussione e corruzione, abuso e falso in atti d’ufficio la Guardia di finanza della compagnia di Barletta ha arrestato 14 persone, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Trani, tre in carcere e 11 ai domiciliari. 

Gli arresti vengono fatti nell’ambito dell’indagine su accertamenti e ispezioni nei luoghi di lavoro che sarebbero state «ammorbidite» tramite tangenti – tra i 3.500 e i 5.000 euro – a funzionari pubblici, ispettori e consulenti del lavoro. I militari stanno anche notificando due misure interdittive dall’attività professionale. 

Una prima fase degli arresti fu compiuta a gennaio: secondo l'accusa, funzionari dell’ufficio del lavoro avevano proposto a imprenditori – dopo ispezioni in piccole aziende, autolavaggi o aziende agricole – di evitare sanzioni per irregolarità, pagando cifre inferiori agli ispettori o a consulenti del lavoro o dei Caaf. Le tre persone finite in carcere questa mattina sono funzionari e ispettori della direzione provinciale del lavoro di Bari: erano già stati arrestati il 15 gennaio e poi posti ai domiciliari. Nel proseguimento delle indagini, la procura ha chiesto per loro il ritorno in carcere.

«PREZIOSA LA COLLABORAZIONE DEGLI IMPRENDITORI»
«E' stata preziosa, per i  risultati di questa inchiesta, la collaborazione degli  imprenditori, preziosa e spontanea e questo è molto  importante». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di  Trani, Carlo Maria Capristo, commentando l’inchiesta sulle  ispezioni nelle aziende sfociata oggi nell’arresto di 14  persone.  «La fiducia nei confronti dell’istituto pubblico, la  Direzione provinciale del lavoro di Bari – sottolinea il  magistrato – resta integra. Quello che abbiamo colpito è invece  la cattiva condotta di alcuni casi isolati, cattive condotte che  stiamo perseguendo».


ANCHE TAGLIAERBA AL POSTO DEL DENARO

Per ammorbidire i controlli nei luoghi di lavoro chiedevano tangenti in denaro. Ma se la vittima non poteva pagare, si accontentavano anche di regali in natura. Allo squattrinato titolare di una cooperativa agricola che si lamentava di non poter accontentare gli insani appetiti degli ispettori, fu infatti chiesto un tagliaerba di terza mano. Così, secondo l’accusa, agivano le 14 persone arrestate oggi a Barletta, nel nord barese, dalla guardia di finanza. 

Secondo la procura di Trani (Bari), il meccanismo della frode scoperta oggi è uguale a quello svelato con i 16 arresti del 15 gennaio scorso quando furono notificati provvedimenti cautelari anche a funzionari pubblici, a un carabiniere e al consigliere provinciale, Salvatore Tupputi, di 56 anni, Socialista autonomista. Il meccanismo è elementare e collaudato: dopo le ispezioni in piccole aziende, autolavaggi o aziende agricole alcuni funzionari dell’ufficio del lavoro proponevano agli imprenditori di evitare sanzioni per irregolarità, pagando cifre inferiori, sotto forma di tangenti, agli ispettori o a consulenti del lavoro o dei Caf. 

Stamattina le porte del carcere si sono riaperte per tre funzionari della direzione provinciale del lavoro di Bari, già arrestati nel gennaio scorso. Si tratta di Giovanni Maldera, di 50 anni, di Antonio Angelo Volponi, di 52, e di Giuseppe Gesualdo, di 48. Sono accusati di concussione, abuso e falso in atti pubblici. 

Tra gli undici indagati agli arresti domiciliari, invece, ci sono un consulente del lavoro di Canosa di Puglia, un addetto al centro per l’impiego di Bitonto e due rappresentanti di associazioni di categoria del mondo agricolo, oltre ad una commercialista di Trani. Altre due persone sono state interdette dall’attività professionale: sono un capo unità operativa della direzione provinciale del lavoro, Paolo Catalano, e un capo linea organizzativa, Ferdinando Rossi, entrambi di Bari. 

I militari della guardia di finanza di Barletta, guidati dal capitano Giulio Leo, hanno accertato almeno 15 casi da gennaio ad oggi in cui gli indagati sarebbero riusciti ad attenuate ispezioni e sanzioni ottenendo in cambio denaro e varie utilità, tagliaerba compreso. Per il procuratore della Repubblica di Trani, Carlo Maria Capristo, “per i risultati dell’inchiesta è stata preziosa la collaborazione degli imprenditori; una collaborazione preziosa e spontanea e questo è molto importante”.
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