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In Puglia e Basilicata

Discariche Puglia furto alla Regione

Discariche Puglia furto alla Regione
SPINAZZOLA - Quali mandanti dietro il furto negli uffici della Regione? Interrogativo che giunge dopo la sconcertante risposta del Governo sulla interrogazione dell’on.Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, relativa alla sottrazione dell’archivio informatico della Regione. Il furto è avvenuto fra il 30 ottobre e il 3 novembre 2008 presso l’assessorato all’ecologia della Regione. «L’evento aveva attinenza con le investigazioni su Grottelline».

02 Aprile 2009

di COSIMO FORINA

SPINAZZOLA - Quali mandanti dietro il furto negli uffici della Regione? Interrogativo che giunge dopo la sconcertante risposta del Governo alla interrogazione presentata dall’on. Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, relativa alla sottrazione dell’archivio informatico procedure di VIA nella Regione, avvenuta, fra il 30 ottobre e il 3 novembre 2008 presso l’assessorato all’ecologia della Regione, assessore Michele Losappio, sulla memoria di un computer contenente l’archivio informatico dei dossier ambientali delle procedure di «Valutazione di impatto ambientale». 

Il Ministero dell’Ambiente ha rivelato: «per quanto riferito dal comando carabinieri, l’evento aveva attinenza, altresì, con investigazioni eseguite dal Nucleo Operativo Ecologico di Bari, relative alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in corso per un impianto complesso per rifiuti urbani, con annessa discarica di soccorso, da ubicarsi in località Grottelline, già sottoposto a sequestro giudiziario nell’ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura di Trani».


Tre le persone sin ora indagate, un funzionario della Regione dell’assessorato all’ecologia, l’ingegnere della società e il legale rappresentante della stessa. Tuttavia asserisce il Ministero: «il furto non ha comportato alcuna perdita di dati relativi alle Valutazioni di Impatto Ambientale, sia perché gli stessi sono disponibili in formato cartaceo, sia perché è prassi abituale del funzionario preposto “salvarli” su una memoria esterna al personal computer. Pertanto, l’esistenza della copia di sicurezza ha permesso, mediante l’impiego di un nuovo computer, il ripristino dell’archivio informatico senza “nessuna perdita di preziosi dati».


La notizia arriva mentre al Comune di Spinazzola, nonostante il sequestro eseguito dal pm Michele Ruggiero, su indirizzo dell’Ato Ba/4 e con piena disponibilità del sindaco Carlo Scelzi a “Grottelline” si vuole ubicare oltre all’impianto di biostabilizzazione assoggettato a procedura VIA, per la presenza di alcune grotte nell’area originalmente indicata (una corrisponde a una chiesa rupestre a croce greca a cinque absidi), una linea di compostaggio della frazione umida e un centro di raccolta, valorizzazione e stoccaggio della frazione secca. Il consiglio era stato convocato per il 30 marzo poi rinviato a data da destinarsi dal sindaco Scelzi. Dal Ministero si esclude altresì, nella risposta dell’interrogazione oltre al legame con Grottelline altre relazioni con il furto dell’archivio informatico, così come era stato pur ipotizzato dai parlamentari, mentre viene sottolineato: «sono condivisibili le preoccupazioni espresse dagli interroganti sulla gravità dei fatti avvenuti».


E come non potrebbero esserlo. Sulla vicenda del nuovo immondezzaio che si vuole costruire sulla Murgia dato in concessione dal presidente della Regione, Nichi Vendola, per 17 anni all’Ato Tradeco-Gogeam, in un area di interesse archeologico, naturalistico, monumentale e paesaggistico, oltre alla procura di Trani ad investigare anche la direzione distrettuale antimafia di Bari, pm Dèsire Digeronimo. Quest’ultima cerca di scoprire collegamenti sul rapporto politica, mafia, affari, ciclo dei rifiuti sulla Murgia, partendo da Altamura dove ha sede la società Tradeco. Avvalendosi di un collaboratore di giustizia risultato essere l’aggressore del giornalista direttore di Radio Regio, Alessio Dipalo da anni impgnato con le sue cronache di attacchi all’ambiente. Un’altro tassello inimmaginabile è emerso su Grottelline e nuove ombre sinistre si addensano sull’«affare immodizia».

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