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Bari, meno ore di francese genitori ricorrono al Tar 

Bari, meno ore di francese genitori ricorrono al Tar 
BARI - Le ore di francese sottratte al corso di bilinguismo diventano materia sulla quale il Tar è chiamato a pronunciarsi. Parte dalla scuola media Fiore il ricorso al Tribunale amministrativo regionale firmato da una cinquantina di genitori i cui figli frequentano le sezioni di bilinguismo.

02 Aprile 2009

di Antonella Fanizzi

BARI - Le ore di francese sottratte al corso di bilinguismo diventano materia sulla quale il Tar è chiamato a pronunciarsi. Parte dalla scuola media Fiore il ricorso al Tribunale amministrativo regionale firmato da una cinquantina di genitori i cui figli frequentano le sezioni di bilinguismo.


Spiega uno dei firmatari, nonchè presidente del consiglio di istituto, Marco Bronzini: «Per esigenze di cassa, non è stata rispettata l’offerta formativa. Per risparmiare sul costo dei docenti, i nostri ragazzi seguono a settimana due ore di francese (la seconda lingua) al posto delle tre previste dal corso di sperimentazione. Sono venuti meno sia la continuità didattica che il rapporto di fiducia con le famiglie. Abbiamo iscritto i nostri figli a un corso che si è rivelato incompleto».


I genitori - difesi dagli avvocati Enzo Augusto e Pasquale Leogrande - si rivolgono al Tar perchè venga garantito il diritto allo studio, così come formalizzato nel patto di corresponsabilità.

Il problema non riguarda soltanto la scuola di Poggiofranco, ma le medie con la sperimentazione di bilinguismo - un centinaio in tutto - della provincia di Bari. 

La questione è riconducibile alla legge 53 dell’ex ministro Moratti che per le medie inferiori introduceva una novità: tre ore di inglese settimanali più due di seconda lingua comunitaria (francese, tedesco o spagnolo). Il riferimento era però ai corsi ordinari, e non a quelli sperimentali. La norma ha avuto una applicazione estensiva, travolgendo queste ultime sezioni. Fino a giugno 2008 non è stata emanata alcuna legge che potesse fare chiarezza. Ma da settembre, con la nuova previsione degli organici, di fatto è stata cancellata l’ora in più di francese. Poi arriva il ministro Gelmini che riduce ulteriormente il tempo-scuola: da 33 ore (bilinguismo) alle attuali 32 e dal prossimo anno alle 30 ore di lezione settimanali (sacrificate un’ora di lettere e una di filosofia).


Ancora una volta comunque non si fa cenno alle sperimentazioni di lingua. La storia recente racconta che a luglio scorso le scuole ricevono dall’Ufficio scolastico provinciale un numero di professori insufficiente a garantire la terza ora di lingua. È anarchia: qualche preside utilizza i fondi di istituto per pagare gli insegnanti, qualcun altro sollecita un contributo dalle famiglie.


Nello specifico la dirigente della media Fiore, Licia Positò, chiede invano al Provveditorato docenti in numero sufficiente a assicurare il corretto funzionamento dei corsi sperimentali ma infine organizza le lezioni in base all’organico ricevuto. Salta quindi la terza ora di francese.


I genitori non ci stanno. «In maniera illegittima - dice Bronzini - si riducono i corsi pure per gli iscritti al secondo e al terzo anno, stravolgendo la didattica». Il ricorso al Tar, già notificato, sarà depositato la prossima settimana.

Anche gli insegnanti non restano a guardare. Un ricorso sulla stessa questione è stato inoltrato da nove professori della provincia di Bari. Riassume Anna Ferrara, portavoce e docente di francese alla media Alighieri di Mola: «Seppur in assenza di un decreto specifico, sono state sottratte opportunità per i precari. Io sono di ruolo: al posto di insegnare in sei classi, sono impegnata in nove. Per me c’è un aggravio di lavoro, per gli studenti una riduzione dell’offerta formativa».


In Sicilia è accaduta la medesima cosa: il Tar dell’isola non ha deciso nel merito, ma adottato una sospensiva sufficiente a ripristinare le sei ore complessive di bilinguismo.

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