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In Puglia e Basilicata

Bari, donne-impreditrici del Sud  per un «Business con la testa»

Bari, donne-impreditrici del Sud  per un «Business con la testa»
BARI - Voce e visibilità all’imprenditoria femminile. Questo l’obiettivo del "Comitato Femminile Plurale" di Confindustria Bari che, in collaborazione con Confindustria Puglia, ha organizzato oggi l’incontro sul tema: "Ricercatrici, inventrici, innovatrici, imprenditrici al Sud si incontrano per fare business con la testa"

01 Aprile 2009

di CONCITA LEOZAPPA
BARI - Voce e visibilità all’imprenditoria femminile. Questo l’obiettivo del "Comitato Femminile Plurale" di Confindustria Bari che, in collaborazione con Confindustria Puglia, ha organizzato oggi l’incontro sul tema: "Ricercatrici, inventrici, innovatrici, imprenditrici al Sud si incontrano per fare business con la testa". Il Comitato è nato a livello regionale due anni fa "nell’anno delle pari opportunità" evidenzia Stefania Mandurino Presidente del C.F.P. di Confindustria Puglia.

 "L'obiettivo del Comitato è quello di dare un valido contributo per colmare un gap della donna nel mercato del lavoro" continua. "In seguito sono nati i Comitati territoriali di Lecce e Bari ed oggi è un vero piacere avere, nella casa delle imprenditrici, donne dell’innovazione e della ricerca". Innovazione e ricerca al femminile sono sempre supportate dalla creatività e dall’etica, sostengono imprenditrici e ricercatrici riunite al tavolo. 

"Quando c'è crisi purtroppo le prime voci di bilancio che si tagliano sono proprio la ricerca e l’innovazione" dichiara Teresa Caradonna Presidente del C.F.P. di Confindustria Bari, fondato nello scorso settembre 2008. Ad oggi il Comitato è composto da circa 25 imprenditrici che si prefiggono di sostenere e far acquisire ai progetti un appeal tale da attirare investitori pubblici e privati. "Un importante obiettivo" sostiene Teresa Caradonna " è quello di sostenere la ricerca creando una rete strategica al femminile per difendere e diffondere la cultura d’impresa". 

Al centro dell’incontro l’esperienza di ITWIIN, Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici. "Un’associazione che si può definire punta avanzata dell’innovazione e della ricerca in Italia", dichiara Elisabetta Durante portavoce di ITWIIN e coordinatrice DISTI (Distretto Informazione Scientifica e Tecnologica). Un’associazione in questo incontro rappresentata dall’Ing. Raffaella Di Sante, vice Presidente ITWIIN e ricercatrice presso l’Università del Salento, che ha delineato un quadro poco confortante dell’occupazione femminile in Italia, pari al 46,9% nel 2008 (al sud 35%). 

Un dato lontano quindi dall’obiettivo dell’Agenda di Lisbona che entro il 2010 prevede un tasso d’occupazione femminile pari al 60 %. L’occupazione femminile italiana si colloca infatti al penultimo posto dei 27 Paesi membri europei.

 In questo contesto "Le ricercatrici italiane" sottolinea la Di Sante "sono solo il 18%. Motivo per cui l’obiettivo dell’Associazione ITWIIN è creare una rete per il potenziamento del ruolo delle donne nel lavoro, trovare un punto di contatto tra ricerca universitaria ed industriale ed infine" conclude "superare dei limiti ancora a carico delle donne, quale ad esempio l’accesso al credito". Al tavolo dei lavori una realtà dell’imprenditoria, innovazione e ricerca modello concreto di cooperazione femminile.

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