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In Puglia e Basilicata

Patto per il Sud i governatori a Roma

Patto per il Sud i governatori a Roma
I presidenti meridionali chiedono una cabina di regia per fare il punto sulla disponibilità delle varie fonti finanziarie. L'appuntamento è per martedì prossimo a Roma
• SCHEDA I tagli ai Fas
• E arrivano i soldi per l’aeroporto di Bari

01 Aprile 2009

BARI - Il prossimo appuntamento è fissato per martedì a Roma. Dopo il vertice di lunedì a Bari, le otto Regioni del Sud costituiranno la segreteria tecnica congiunta e il gruppo di lavoro sul federalismo fiscale. È il primo passo operativo del Patto per il Sud, voluto dal governatore pugliese Nichi Vendola in tandem con il collega siciliano Raffaele Lombardo: un movimento per rilanciare le ragioni del Mezzogiorno nel confronto con la Conferenza delle Regioni e con il governo, che mira soprattutto alla rapida approvazione dei Par (i Piani di azione regionale) e quindi lo sblocco dei fondi Fas. I governatori hanno chiesto una «cabina di regia» con il governo per aggiornare la dotazione dei fondi, quelli europei, i Fas e quelli dello Stato. Secondo la sinistra, Berlusconi ha usato i fondi Fas come un bancomat. E un rapporto predisposto per il centro studi Nens dal deputato del Pd bergamasco Antonio Misiani (vice-presidente della commissione Bilancio della Camera) contiene la contabilità: 21 prelievi con cui il governo ha attinto al Fas per 16,4 milardi. Soldi per tutti: a Trenitalia, ai traghetti per la Tirrenia, persino alla proroga della rottamazione dei frigoriferi. In un rapporto per il centro studi Nens (Visco, Bersani, Rossi), Antonio Misiani - che è pure vice-presidente della commissione Bilancio - ha ricostruito la storia dei Fas, partendo dai 64,3 miliardi iniziali previsti nella finanziaria 2007 per il periodo 2007-2013. E da lì, di decreto in decreto, di prelievo in prelievo, a dicembre 2008 la disponibilità in termini di programmazione economica era scesa a 53,9 miliardi. A dicembre i 53,9 milioni sono stati ripartiti tra fondi nazionali (25,4 miliardi) e fondi regionali, di cui al Sud dovrebbero (il condizionale è d’obbl i g o ) spettare 21,4 milioni. I fondi nazionali sono stati destinati per 12,3 miliardi al Fondo infrastrutture, per 4 miliardi agli ammortizzatori sociali e per 9 al Fondo per l’economia reale. Ci sono, poi, le conseguenze dei 21 prelievi che hanno colpito la disponibilità materiale dei fondi. Per il 2009, dice Misiani, nel Fas restano appena 1,58 miliardi di cassa (si era partiti da 8,4): sono questi i soldi con i quali dovranno essere aperti i famosi cantieri anti-crisi. Nel frattempo, il deputato tarantino Ludovico Vico (Pd) fa notare che i prelievi al Fas continuano. Fondendo i decreti «quote latte» e «salva crisi» in un unico provvedimento su cui oggi chiederà la fiducia, Vico denuncia che il governo attingerà al Fas per pagare le multe degli allevatori e il G8 in Sarde gna. Sull’argomento dei Fas la posizione del centrodestra non muta: «Questo governo - dice Rocco Palese, capogruppo regionale di Fi - per la prima volta ha messo dei paletti legislativi all’utilizzo del Fas stabilendo con legge che l’85% deve andare alle Regioni del Mezzogiorno. E chiediamo anche alla sinistra pugliese: con il governo Prodi cosa è arrivato in Puglia? E perché non hanno detto una parola quando, con le sue due finanziarie, Prodi ha prima dimezzato e poi azzerato il Fas?». [m.sc.]
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