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In Puglia e Basilicata

Foggia: le pettegole «immortalate» sul palazzo

Foggia: le pettegole «immortalate» sul palazzo
In realtà pare rappresentino il volto del re e della regina dell’epoca, ma per la voce popolare sono Lucia e «Mascarona» che passavano la vita a spettegolaree su tutti e a leggere le carte

01 Aprile 2009

Piazza XX Settembre a Foggia ha conservato quasi intatto il suo fascino con il maestoso prospetto neoclassico della chiesa di San Francesco Saverio, detta chiesa delle Colonne. La piazza era chiamata: «Largo Palazzo», in riferimento al settecentesco Palazzo della Regia Dogana, che delimita un lato di questo spazio aperto. Gli altri lati sono contornati dalle eleganti dimore gentilizie dei Barone e dei Filiasi, oltre ad altri palazzotti di minore interesse storico, come la casa Accettulli ed un altro edificio, detto dal popolino «la casa delle pettegole». 

Questo palazzo si erge a destra della chiesa all’angolo con vicolo Palazzo: il progetto fu realizzato dall’architetto Oberty, autore del pronao della villa comunale e della facciata della chiesa di San Francesco Saverio. La «Casa delle pettegole» è nota soprattutto per i volti che ornano la facciata, contornati da cornici tonde ed a losanga, che pare rappresentino il volto del re e della regina dell’epoca; nella cornice tonda il re, per la leggera barba che lo contraddistingue. 
maschere sul palazzo a Foggia
Perduta la memoria vera, la storia la fa il popolino e la tradizione assegna a questi volti le figure di due note pettegole, cugine e zitelle: Lucia e Mascarona, o Mascherona, il nome vero non ci è stato tramandato, ma il soprannome derivava dal fatto che cercava con trucchi pesanti ed abiti troppo attillati, di sopperire alla sua bruttezza. Basse e grassocce, le due donne vivevano spettegolando da mattina a sera nel largo del Palazzo, allora centro del gossip cittadino per la presenza del Palazzo della Regia Dogana e del suo Tribunale, dove le due cugine erano inservienti. Lucia e Mascarona arrotondavano i loro guadagni leggendo le carte ai creduloni ed il toponimo della strada sul retro dell’edificio in questione, via Novilunio, è sufficientemente intrigante. (Carmine de Leo)
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