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In Puglia e Basilicata

Salento al collasso tra licenziamenti e Cig

Salento al collasso tra licenziamenti e Cig
di STEFANO LOPETRONE
I nomi della crisi? Filanto, Labor, Zodiaco, Tecnosole, Romano, Adelchi. E in molti casi gli ammortizzatori sociali stanno arrivando al capolinea. E sono solo alcune delle imprese «a rotoli»
• «Migliaia di famiglie hanno bisogno di aiuto»
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01 Aprile 2009

di STEFANO LOPETRONE

La recessione economica soffia forte sul Salento. Un vero e proprio «vento a prua», che spinge indietro, verso la soglia di povertà, i lavoratori e le loro famiglie. La Cgil di Lecce ieri ha fornito alcuni numeri indicativi del momento economico: «Tutti i settori sono attraversati dalla crisi», ha detto senza timore di smentita il segretario generale provinciale Salvatore Arnesano. Il quadro disegnato dal nuovo segretario confederale è molto più che preoccupante: il mondo del lavoro salentino sta collassando. Diverse migliaia di lavoratori si ritroveranno presto senza lavoro e senza ammortizzatori sociali. Entro l’anno scadranno infatti cassa integrazione ordinaria e straordinaria nelle più grandi aziende. Senza stilare statistiche, Arnesano entra in alcuni casi specifici, emblematici di interi settori: il Tac beffato, l’edilizia non finanziata, il metalmeccanico cassintegrato, la scuola riformata, l’agroindustria inquinata, il commercio senza consumi. Tutti per terra, non si salva nessuno. 

RANTOLI DEL TAC - Per quanto riguarda tessile, abbigliamento e calzaturiero, prevalgono due sentimenti nel mondo sindacale: sconforto per l’aggravarsi di una crisi che è congiunturale e strutturale; rabbia per come è finito l’accordo di reciprocità. Arnesano fotografa alcune realtà critiche. Ad esempio i 381 cassintegrati del Gruppo Filanto: dai dipendenti della Labor, che non sono più in cassa integrazione straordinaria (Cigs) dal 2 gennaio (ma che hanno incassato il parere favorevole dalla commissione ministeriale per il rinnovo) a quelli della Zodiaco, la cui Cigs è scaduta il 7 gennaio, fino a quelli della Tecnosole (Cigs in scadenza il 27 aprile). A queste storie note si aggiungono quelle della Romano, che ha posto in Cigs 120 lavoratori (fino al 1° settembre), e dell’Adelchi, i cui lavoratori sono in Cigs fino al 15 giugno. In quest’ultimo caso un accordo con l’assessorato provinciale al Lavoro è stato raggiunto il 17 marzo: si stipuleranno contratti di solidarietà con l’intervento della Regione. 

EDILIZIA E COPERSALENTO - La crisi è deflagrata subito nel comparto edilizio. Tanto che le stesse associazioni leccesi dei costruttori avevano scelto la via dello sciopero generale già quattro mesi fa. La Cgil sceglie di fare pochi esempi di una situazione incandescente: 49 lavoratori della Imcev (Veglie) in cassa integrazione ordinaria (1° giugno 2009); 58 operai del Gruppo Palumbo e 25 dell’Impresa Fiume in mobilità. Arnesano coglie l’occasione di questo bilancio per parlare anche di Copersalento: «A Maglie 42 lavoratori, di cui 12 cassintegrati e 6 in mobilità, temono di perdere il posto di lavoro. Su questa vicenda bisogna superare speculazioni politiche di basso profilo: si pensi a garantire la salute di chi lavora nell’opificio e delle popolazioni che abitano vicine allo stabilimento, senza per questo perdere di vista la salvaguardia dei livelli occupazionali». 

METALMECCANICO E TERZIARIO - Sprofonda il metalmeccanico: tra ottobre e marzo la Cnh è ricorsa alla cassa integrazione ordinaria per 1.220 volte. Non va meglio nell’indotto: la Lasim ha 130 operai in cassintegrazione fino al sabato di Pasqua e 30 unità in mobilità volontaria. Sull'Omfesa il sindacato teme di tornare indietro: nonostante l’accordo preso in Prefettura, 15 lavoratori sono in mobilità per licenziamenti non ancora ritirati e altri 15 aspettano la deroga della cassa integraz ione. Per quanto riguarda il terziario, Arnesano punta l’indice contro Carrefour, colosso francese della grande distribuzione: decine di dipendenti in cassa integrazione fino a luglio nell’ipermercato di Cavallino, ma anche migliaia di lavoratori che temono la chiusura annunciata di 1.540 piccole e medie strutture in tutta Italia. «Entro aprile si costituirà un coordinamento nazionale, cui la Cgil di Lecce parteciperà attivamente». 

SCUOLA - Il 2009-2010 si preannuncia particolarmente amaro anche per l’occupazione scolastica. La riforma Gelmini costerà 5.040 posti di lavoro in Puglia: nella sola provincia di Lecce, tra personale docente e personale Ata, saranno tagliati 959 posti di lavoro. In ballo anche centinaia di precari: 601 le supplenze saltate rispetto all’anno scolastico in corso. Numeri imbarazzanti nelle scuole primarie: il ritorno al maestro unico porterà via dal Salento 240 unità dall’organico di diritto e una quota dei 359 tagli nazionali all’organico di fatto.
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