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In Puglia e Basilicata

Nel Brindisino finisce un incubo blitz anti-Scu: 4 in manette

Nel Brindisino finisce un incubo blitz anti-Scu: 4 in manette
Secondo gli investigatori, i 4 appartenevano al troncone storico della Sacra Corona Unita e, per un anno intero, avrebbero terrorizzato la città di Ostuni con bombe, attentati incendiari, proiettili inviati per posta e teste di cavallo mozzate lasciate davanti a case e studi di politici ed imprenditori
• Il sindaco di Ostuni ringrazia la Polizia

01 Aprile 2009

BRINDISI - Per un anno intero hanno terrorizzato e tenuto sotto scacco la città di Ostuni con bombe, attentati incendiari, proiettili inviati per posta e teste di cavallo mozzate lasciate davanti a case e studi di politici ed imprenditori. Per questi episodi sono stati arrestati all’alba a Ostuni dalla polizia quattro pregiudicati accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni e tentativi di estorsioni, detenzione e traffico di armi, incendi dolosi e danneggiamenti. 

Gli arresti sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Brindisi nell’ambito di una inchiesta condotta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. 

Secondo l’accusa, l’organizzazione mirava a estorcere grosse somme di denaro a politici ed imprenditori della città Bianca, ma anche a creare un generale clima di terrore e allarme sociale che consentisse al gruppo criminale di agire indisturbato in città. L’operazione è stata diretta dal procuratore antimafia Cataldo Motta. 

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip Ercole Aprile. Gli arrestati sono Alfredo Capone, 51 anni, Denis Loparco, di 38, Giovanni Barile, di 32, ed il 42enne Pierluigi Cisaria, tutti pregiudicati. Tra le vittime del gruppo, che pare agisse in nome e per conto del troncone storico della Sacra Corona Unita intenzionato a riaffermare il proprio potere nell’area, anche il vicesindaco di Ostuni Vincenzo Pomes, che il 22 aprile del 2008 trovò dinanzi alla porta del suo studio professionale la testa mozzata di un cavallo. Al sindaco Domenico Tanzarella, invece, furono recapitati proiettili in una busta. Ma il gruppo dal 4 marzo del 2008 ad oggi si sarebbe reso responsabile di circa 30 episodi criminosi, tra cui esplosione di bombe e attentati incendiari ad attività commerciali, auto, ville e centri sportivi. 

“L'aspetto importante – ha detto il procuratore Motta – è che è stato sgominato un gruppo che si definiva come l’erede del vecchio troncone della Sacra Corona Unita facente capo al boss Francesco Prudentino”. Una banda che, secondo Motta, “non solo estorceva denaro, ma pretendeva anche di condizionare la vita amministrativa di Ostuni con le minacciare ai politici”. Secondo il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, “l'esito delle indagini conferma la bontà della strategia di contrasto delle forze dell’ordine contro la criminalità organizzata locale e per questo meritano ogni apprezzamento il questore di Brindisi, Vincenzo Carella, e i suoi uomini impegnati sul territorio”.
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