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In Puglia e Basilicata

Maglie, diossina nel sangue? Analisi a cittadini e operai Copersalento

Maglie, diossina nel sangue? Analisi a cittadini e operai Copersalento

MAGLIE - La Asl vuole vederci chiaro su eventuali ripercussioni dell’attività di Copersalento sulla salute umana. E d’intesa con l’Arpa decide di effettuare degli esami del sangue a campione sulla popolazione
• La Valbasento eslcusa dai siti da bonificare

31 Marzo 2009

di DANILO LUPO


MAGLIE - Quanta della diossina che l’Arpa ha rilevato nelle emissioni della Copersalento e ha ritrovato nel latte e nella carne degli animali allevati nel Magliese è finita nell’organismo dei cittadini? Per rispondere a questa inquietante domanda la Asl ha deciso di effettuare analisi del sangue a campione su tre categorie ben precise di persone: i lavoratori della Copersalento, i cittadini che abitano nelle vicinanze della zona industriale di Maglie e gli abitanti in aree lontane dall’impianto.


Una strategia di controllo sugli esseri umani a cerchi concentrici, che potrebbe essere utile anche a comprendere meglio il legame tra le emissioni della Copersalento (che, stando ai rilievi dell’Arpa, hanno portato a sforamenti imponenti nel luglio 2008 e più ridotti nel febbraio 2009) e il ritrovamento di diossina in misura superiore alla soglia di legge nei capi di bestiame di due allevamenti del Magliese. Dati, questi ultimi, che proprio ieri mattina la Procura di Lecce ha acquisito: sul tavolo del procuratore aggiunto Ennio Cillo è aperto un fascicolo che riguarda proprio l’azienda di Maglie e da ieri mattina ne fanno parte ufficialmente le analisi della Asl (già comunicate per le vie brevi alla Procura) che certificano la presenza di diossina nel latte, in misura anche doppia rispetto alla norma.


Ora l’azienda sanitaria locale va oltre e per non lasciare alcuna zona d’ombra si è decisa a fare il passo successivo. «Noi facciamo il nostro dovere di tecnici», sottolinea il direttore generale Guido Scoditti, «e di fronte ad una situazione che ovviamente ci preoccupa, ci siamo determinati nell’allargamento del raggio d’azione delle nostre analisi intorno alla Copersalento. Questo vale sia sulle persone - il che mi sembra un punto importante - che sugli animali».


La procedura, in realtà, non sarà né semplice né veloce perché analisi del genere non sono mai state condotte in Puglia, neanche nel caso di Taranto, che pure è alle prese da tempo con il problema della diossina. La Asl ha quindi chiesto collaborazione all’Arpa, il cui direttore regionale Giorgio Assennato ha assicurato la piena disponibilità dei laboratori specializzati di Taranto.


«A monte di questi controlli», spiega Gianni De Filippis, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl, «ci deve essere un vero e proprio studio, tenendo presente che non disponiamo di esperienze precedenti e inoltre non esiste alcuna soglia di legge». Le norme, infatti, non prevedono valori di riferimento per la presenza di diossina nell’organismo umano; l’inquinante può essere ritrovato negli esseri umani anche in assenza di fonti di emissione: può essere il fumo o anche particolari forme di cottura a produrlo. 

«Ecco perché», prosegue De Filippis, «stiamo calibrando le analisi del sangue su un campione di tre categorie: i lavoratori della Copersalento, i cittadini che vivono in prossimità dell’impianto e residenti nell’area che però abitano lontano dall’industria». Quest’ultima categoria costituirà una sorta di «campione bianco», cioè fornirà il valore (per così dire) naturale di diossina nel sangue della popolazione del Magliese.


Parallele a queste nuove indagini che riguardano gli esseri umani continueranno, ovviamente, i controlli sul latte degli allevamenti della zona, allargati ad un raggio sempre più esteso, in un’area che ha come centro la Copersalento. 

L’azienda di Maglie, intanto, non rimane con le mani in mano: questa mattina i legali della società, Fabio Valenti e Stefano Miglietta, depositeranno una richiesta al tribunale di Maglie, per la nomina di un gruppo di periti super che analizzino il ciclo produttivo dell’industria e le sue emissioni. È convinzione della Copersalento che questa super-perizia potrà dimostrare che i dati dell’Arpa, quelli che rilevarono gli sforamenti di luglio e febbraio scorso, non sono reali.

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