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In Puglia e Basilicata

E le cartelle cliniche dell'Asl Bat rischiano di finire al Nord

30 Marzo 2009

Migliaia di cartelle cliniche risalenti ad un periodo che va dagli anni Quaranta fino ad oggi, di lastre radiografiche e di atti amministrativi ma anche di antichi documenti storici che raccontano le vicende degli ospedali della Asl Bat rischiano «l'emigrazione» verso l’Italia settentrionale, facendo presagire pesanti disagi per l’utenza e per il personale sanitario ed amministrativo. A far trasparire questo preoccupante paradosso è la gara d’appalto bandita dalla Asl Bat, che avrà luogo il 16 aprile, per l’affidamento del servizio di riordino, catalogazione, custodia e gestione di archivi documentari cartacei sanitari ed amministrativi. Con tale procedura infatti, essendo state invitate a partecipare alla gara imprese che hanno sede anche in città lontane, visto che sono stati di fatto abbattuti i limiti chilometrici territoriali della struttura entro cui il patrimonio archivistico dovrà essere depositato e gestito. Ciò lascia intravedere trasferte dei dipendenti della Asl per sopralluoghi o per i motivi di studio, le difficoltà per l’autorità giudiziaria emomenti di criticità per le richieste urgenti di cartelle cliniche degli ospedali della Asl Bat. 

Peraltro la durata dell’affidamento degli archivi, che in tal caso sarebbero soggetti ad ennesimi traslochi, è di un solo anno. La gara, già bandita in precedenza, fu revocata in via di autotutela in seguito ad un ricorso amministrativo presentato da una ditta partecipante ed accolto dal Tar Puglia. Per circa un decennio gran parte gli archivi di deposito e quelli correnti della Asl Ba/2 poi divenuta Asl Bat con gli ospedali di Bisceglie, Trani e Barletta, recuperati in passato da condizioni pietose ed illegali, sono stati gestiti da una ditta esterna con un servizio giudicato impeccabile dagli stessi operatori ospedalieri. 

Oggi la Asl, giustificando l’operazione con l’ottica del risparmio, ha intrapreso una strada che potrebbe smontare quel servizio pubblico efficiente che è stato garantito finora, con l’impiego di risorse finanziarie di gran lunga inferiori (e quindi a scapito della qualità del servizio) ai costi realmente occorrenti per la gestione di oltre settemila metri lineari di archivi. Si tratta di 3.500 metri giacenti nei locali inadeguati di Galleria Boccaccio e di viale Istria ad Andria e di Largo 2 Giugno a Barletta e di altri 3.700 metri depositati e gestiti presso la sede di una ditta esterna a Bisceglie. Successivamente, secondo le intenzioni espresse dalla Asl Bat, gli archivi dovrebbero tornare alla base per l’internalizzazione del servizio in sedi che almomento sono assolutamente inadeguate e prive di requisiti. Dietro le quinte c'è anche un altro progetto, come da convenzioni stipulate con le ditte “Consip Spa” e “Romeo gestioni Spa”, con il quale la Asl ha affidato la fornitura del servizio di “facility manager per gli immobili in uso a services”. Di mezzo, nel frattempo, rischiano di andarci gli archivi, patrimonio della collettività.
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