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In Puglia e Basilicata

Emergenza casa a Foggia: sfratti anche a lavoratori a reddito fisso

Emergenza casa a Foggia: sfratti anche a lavoratori a reddito fisso
di ANNA LANGONE
L’allarme del Sunia: «Operai e dipendenti precari i più esposti». Il sindacato: «Modificare la legge regionale per agevolare nell’assegnazione di alloggi popolari quanti vivono questa difficoltà»

29 Marzo 2009

di ANNA LANGONE 

FOGGIA - Pochi soldi, tante case sfitte e sfratti per morosità in aumento. E’ la faccia “edilizia” della crisi, a Foggia e in provincia, che nell’ultimo anno vede avanzare nuove categorie di senzacasa. Non più famiglie povere e anziani, ma famiglie monoreddito, che non riescono più a fronteggiare affitto e condominio. A lanciare l’allarme è il Sunia, che chiede di trasformare questa nuova emergenza in punteggio utile all’assegnazione di alloggi popolari. «La legge - dice Angelo De Palma, segretario provinciale del Sunia - assegna punti in graduatoria a chi subisce lo sfratto per finita locazione. Alla luce di quanto sta accadendo è però necessario rivedere la legge regionale n. 54/84 per assegnare 6 punti anche a chi subisce lo sfratto per morosità». 

Quanti? Migliaia di persone tra Foggia e provincia, pari ad almeno l’80 per cento di quanti subiscono il provvedimento di rilascio forzoso dell’abitazione. 
«Sono soprattutto famiglie di lavoratori precari - dice De Palma - gente che guadagna dai 400 ai mille euro al mese e non può più fronteggiare fitti di 4-500 euro, cui vanno aggiunte le bollette. Sono lavoratori a reddito fisso, ma basso, oppure dipendenti che vanno in cassa integrazione o vedono chiudere all’improvviso l’azienda in cui lavorano. Per questi casi non ci sono aiuto sul piano abitativo e quando arriva lo sfratto si frantumano le famiglie, perchè si è costretti a chiedere ospitalità a parenti ed amici, in situazioni arrangiate». Non va benissimo per gli anziani soli, esposti soprattutto agli sfratti per finita locazione, piuttosto che per morosità «Si tratta di quei contratti che, dopo i primi quattro anni, sono stati rinnovati per altri quattro - spiega De Palma - adesso, allo scadere dell’ottavo anno, vedono il proprietario intenzionato ad adeguare il canone al mercato, a dispetto delle possibilità dell’affittuario. In molti casi, quando si tratta di inquilini ultrasessantacinquenni, riusciamo a bloccare lo sfratto in extremis, davanti all’ufficiale giudiziario, visto che la legge consente la proroga fino ad ottobre». 

Quando si arriva prima, il sindacato applica ai “nonni” i contratti agevolati che permettono al proprietario di risparmiare sulle tasse e di non pagare l’Ici, come ha stabilito il Comune di Foggia. Ma non a tutte le emergenze si riesce a porre un argine: «Gli anziani non affrontano volentieri l’uf - ficiale giudiziario - chiarisce il segretario del Sunia - perchè la procedura prevede che proprio a lui debba essere presentato il modulo compilato per la proroga, così finiscono per lasciare la sicurezza di una casa ormai abituale, per imbarcarsi in situazioni precarie, malgrado dispongano di pensione ».
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