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In Puglia e Basilicata

Bari, Bonanni tende la mano ad Epifani «Parliamo di sicurezza sul lavoro»

Bari, Bonanni tende la mano ad Epifani «Parliamo di sicurezza sul lavoro»
«E' un invito – ha ripetuto Bonanni – che faccio da mesi perchè con questo atteggiamento sta svalutando la sua organizzazione e tutti i sindacati». «I lavoratori – ha continuato – ci vogliono uniti perchè in questo modo si sentono più sicuri soprattutto in questo momento così delicato»

28 Marzo 2009

BARI – «E' ora che Epifani torni al tavolo, discuta con tutti e lavori per far valere maggiormente le questioni. Non va bene il muro contro muro, comunque dal sapore politico»: è l’invito a Epifani ribadito oggi dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a Bari per partecipare a un incontro. 

«E' un invito – ha ripetuto Bonanni – che faccio da mesi perchè con questo atteggiamento sta svalutando la sua organizzazione e tutti i sindacati». «I lavoratori – ha continuato – ci vogliono uniti perchè in questo modo si sentono più sicuri soprattutto in questo momento così delicato». «Questo, Epifani lo deve capire. Bisogna saper vivere – ha concluso – nel pluralismo sindacale». 

«Avremo tante possibilità ancora di intervenire sulla materia e di confrontarci ma è inutile alzare muri: è importante il dialogo», ha continuato il segretario generale della Cisl, a Bari per un incontro sul tema della crisi, a proposito delle dichiarazioni fatte da Epifani sulle nuove norme sulla sicurezza del lavoro che sarebbero un «errore grave». 
«Intanto – ha detto Bonanni – bisogna studiarsi bene la normativa; però, da quello che avevamo già discusso nell’incontro unitario con il ministero e con gli imprenditori, si sarebbe rafforzata, come mi sembra sia emerso, una estensione del controllo sociale». 

«In settori come quelli dell’edilizia - ha proseguito – questo funziona da 15 anni attraverso il lavoro svolto da Cgil, Cisl e Uil insieme all’Anci e funziona benissimo. La logica è che dove si presidia bene socialmente c'è l’occasione di bonificare meglio ma anche, nella penuria di ispettori e di altre iniziative deterrenti, di concentrarsi invece dove non c'è controllo sociale che è il problema che abbiamo e di cui Epifani dovrebbe sapere». «Se poi Epifani – ha concluso al riguardo – per ogni cosa ha da dire, lo dica e se ne prenda la responsabilità: si prenda le sue ragioni ma si prenda anche le sue penalità, come pare ne stia prendendo su molte questioni».

IL MEZZOGIORNO DEVE SVEGLIARSI
«La classe dirigente locale del  meridione deve svegliarsi. Non vedo vivacità politica e questo  è un problema gravissimo». 
Secondo Bonanni, sulla questione Mezzogiorno «dobbiamo  essere diversi un pò tutti, governi locali e governo nazionale,  perchè – ha proseguito – i governi locali prestano il fianco a  un governo nazionale che non ha visto nel Mezzogiorno una  priorietà». Per Bonanni, «ci sono alibi che i governi locali  si danno». «Quando la spendita va a rilento e non è efficace  - ha aggiunto – è chiaro che è un guaio». 

Anche la polemica tra governo nazionale e regioni meridionali  sui Fas «denuncia – ha detto Bonanni – questo aspetto». «E'  inutile urlare – ha continuato – se gli altri ti vogliono  fregare i soldi dei Fas quando tu non fai i programmi. Questo è  il vero problema». Ecco perchè «bisogna aprire una  discussione molto forte nel meridione». 

Bonanni ha detto che nel meridione bisognerebbe «applicare  quello che i governi non hanno voluto mai fare e cioè zero  tasse per gli investimenti». «Noi preferiamo – ha proseguito –  le detassazioni forti e automatiche perchè non bisogna passare  da nessuna burocrazia e quindi non si perde tempo e si arriva  subito al centro nervoso del sistema economico». «Però la classe dirigente locale deve svegliarsi davvero.  C'è un comportamento non idoneo dei governatori locali. Questo,  insieme al problema della criminalità organizzata, stringe in  una morsa il meridione e non gli dà la possibilità – ha  concluso al riguardo – di uscire dalla sua condizione».
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