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In Puglia e Basilicata

Lettere e bollette imbucate nella casella sbagliata

28 Marzo 2009

BRINDISI - La corrispondenza imbucata nella cassetta postale sbagliata è un inconveniente che può capitare.

Se accade di rado, nulla di così imperdonabile. Ma quando ciò si verifica sistematicamente, beh... allora può dare veramente fastidio (se non proprio arrecare danno).

E’ quanto è capitato all’odierno interlocutore del “Pronto Gazzetta”, Marino Palombo, al quale, da un po’ di tempo a questa parte, la corrispondenza gli viene puntualmente recapitata nella cassetta del suo coinquilino... Palumbo, abitante anch’egli in via Spazzapan, 2 (rione Sant’Elia).


«Posso capire l’errore provocato dalla quasi... omonimia - scrive Marino Palombo in una mail inviata in redazione -, ma, se proprio per non indurre all’errore il postino, ho provveduto già da tempo ad affiggere sul cartellino del campanello recante il mio cognome una targhetta adesiva color giallo (riportante a grandi caratteri la dizione e il numero della mia casella postale, perchè si continua ad imbucarla sempre nella cassetta sbagliata? Fra l’altro, il sig. Palumbo (a parte i disagi e, magari anche, l’imbarazzo di ritrovarsi corrispondenza non sua) si sente quasi in dovere di tornare in via Spazzapan più spesso di quanto magari sarebbe sua intenzione. E anche questo non è giusto».


«Il disagio maggiore, infatti - aggiunge - scaturisce dal fatto che il mio coinquilino è quasi sempre assente e provvede poi pazientemente a consegnarmi la posta, ma in notevole ritardo (non ovviamente per sua colpa) e con gravissimi problemi conseguenti a ritardi e/o inadempienze a carico mio e della mia famiglia (di mia moglie e di mia figlia). Basti pensare, al riguardo, alle fatture per gas, luce ed altro o ad avvisi di pagamento per tasse e tributi (tutti pervenuti, ma spesso dispersi) che, se pagati in ritardo, producono aggravi di spese. E, francamente, sono stufo di dover talvolta sborsare denaro in più per motivi che non dipendono dalla mia responsabilità». 

Inconvenienti ancora più seri si verificano poi in relazione alla corrispondenza, diciamo così, “delicata”, ovvero recante dati sensibili come estratti conto bancari, invio di bancomat e/o carte di credito e via di seguito.


Tutta l’umana pazienza è crollata definitivamente allorchè - come scrive ancora il nostro lettore - «ho contattato personalmente alcuni dei portalettere impegnati a turno nel servizio in prossimità della mia abitazione, senza però riuscire a distoglierli dall’errore. Non solo: un mese fa, ho scritto anche al responsabile dell’agenzia postale di Brindisi, ma nulla in concreto è cambiato». 

«Ora - precisa ancora -, prima di adottare le conseguenti azioni nelle forme e nelle sedi competenti a tutela dei miei diritti ed interessi costantemente (e concretamente) danneggiati, ho deciso di rivolgermi al “Pronto Gazzetta”, per dare risalto pubblico a ciò che, a mio avviso, rappresenta un vero e proprio “disservizio”, ma anche e soprattutto come ultimo tentativo di porre fine bonariamente al perdurare di tali deleteri inconvenienti».

«Chiedo, in altre parole - conclude - che, al più presto, si ponga in essere un intervento risolutivo e definitivo».

[p. potì]

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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