Domenica 14 Agosto 2022 | 03:28

In Puglia e Basilicata

Melfi, dopo la cig gli staordinari  in Fiat per la Grande Punto

di FRANCESCO RUSSO 
Dalla cassa integrazione si è passati ai fine settimana in straordinario fino alla chiamata di 340 lavoratori di Pomigliano. La Fiom Cgil avrebbe preferito la «riassunzione dei 350 interinali lasciati a casa lo scorso anno»
• Aumenta ricorso alla Cig in Puglia e Basilicata

27 Marzo 2009

di FRANCESCO RUSSO 

MELFI - Settore metalmeccanico in crisi? Certo, i problemi non mancano, in un periodo di forte contrazione dei mercati. Ma nonostante lo scenario di crisi generale, dalla Fiat continuano ad arrivare segnali confortanti, con lo stabilimento della Sata di San Nicola di Melfi - dove fino ad un paio di mesi fa si soffriva per la cassa integrazione - che è diventato un po’ il simbolo di questa ripresa. Dallo scorso mese del resto, l’azienda ha programmato una serie di giornate di comandata in straordinario nei fine settimana, per far fronte alla crescente richiesta di versioni a metano e a gpl della Grande Punto. Le prime avvisaglie di miglioramenti risalgono al 19 febbraio scorso, quando dopo la cancellazione delle settimana di cassa integrazione programmata per l’inizio di marzo, era arrivato l’an - nuncio che ci sarebbero stati tre sabati di straordinario su due turni. Dopo pochi giorni, c’è stata la chiamata alla Sata di trecentoquaranta lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, per accontentare la domanda di auto a gas constantemente in crescita. 

Insomma, il gasauto tira, e l’azienda torinese ha deciso di intensificare le produzioni, facendo ricorso a turni di straordinario e alla chiamata in fabbrica di dipendenti di un altro stabilimento. Poche settimane fa, l’azienda è andata oltre, con l’annuncio di ulteriori sabato di comandata in straordinario, ai quali si è aggiunto anche il lavoro nella domenica notte (sospeso però, la settimana scorsa a causa della neve, ed in quella attuale per difficoltà contingenti nelle forniture). 

Alla Fiat di Melfi dunque, si lavora a tutto spiano per garantire l’incremento delle produzioni richiesto dal mercato. Non mancano però, le voci critiche, come quelle della Fiom, che avrebbe preferito «piuttosto che il ricorso alle giornate di straordinario, la riassunzione dei 350 interinali lasciati a casa lo scorso anno». Per Marco Roselli, della Fismic, le settimane di comandata sono invece «un’opportunità per recuperare parte del salario perduto, ed un sacrificio che potrà avere il suo peso quando nei piani industriali l’azienda valuterà anche il senso di responsabilità dei lavoratori di Melfi». 
«Siamo convinti - commenta Vincenzo Tortorelli, della Uilm - che si debba sponsorizzare il lavoro, anziché gli ammortizzatori sociali. Nonostante il momento di forte crisi, il settore delle automotive presenta segnali di ripresa ».«La nuova turnazione è un segnale incoraggiante », sottolinea Antonio Zenga, della Fim Cisl.
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