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In Puglia e Basilicata

Aumenta ricorso alla Cig in Puglia e Basilicata

Aumenta ricorso alla Cig in Puglia e Basilicata
E' stato firmato stamani l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria biennale per i 35 lavoratori dello stabilimento delle Industrie del Basento di Potenza, mentre si prospetta la stessa trafila per i 28 lavoratori della piattaforma polifunzionale Veolia di Brindisi. Le preoccupazioni di Fim, Fiom e Uilm di Taranto per la sorte dei lavoratori dell'indotto Ilva

26 Marzo 2009

POTENZA - E' stato firmato stamani, a Roma, presso il Ministero del Lavoro, l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria biennale per i 35 lavoratori dello stabilimento delle Industrie del Basento di Potenza in cui, all’inizio di dicembre, erano state avviate le procedure di mobilità. Lo ha reso noto il segretario generale provinciale di Potenza della Cgil, Nicola Allegretti. La cassa integrazione comincerà l’1 aprile. Il piano di esuberi per il 2009 prevede una ricollocazione del 30 per cento dei lavoratori presso alcune aziende tra cui la “Ila”, che ha acquisito il terreno, e una quota di accompagnamenti alla pensione. Gli altri lavoratori dovrebbero essere ricollocati nel 2010. 

BRINDISI - Si prospetta il ricorso alla cassa integrazione per i 28 lavoratori della piattaforma polifunzionale Veolia di Brindisi, azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Se ne è discusso nel corso di un incontro in prefettura con rappresentanti sindacali dei lavoratori. Il provvedimento potrebbe riguardare i dipendenti della società che opera nella zona industriale. Della vertenza Veolia si tornerà a discutere il prossimo 31 marzo, di nuovo in prefettura, in un incontro al quale parteciperà la task force regionale sull'occupazione e l’assessorato provinciale al mercato del lavoro. 

TARANTO - Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm di Taranto criticano in una nota la decisione dell’Ilva di ridurre drasticamente la produzione e di non avvalersi più di numerose aziende dell’indotto. Per domani è stata indetta un’assemblea dalle 7 alle 9 dinanzi alla portineria ditte dello stabilimento siderurgico. “Non è giusto che ora – scrivono i sindacati – a fronte di accordi, impegni, e protocolli vari che Ilva spa ha già firmato con vari istituzioni, si decida unilateralmente di ridurre gli investimenti per la manutenzione e l’adeguamento degli impianti, lasciando senza alcun ammortizzatore sociale (cig-cigs e mobilità) migliaia di lavoratori dell’appalto”. 
Secondo i sindacati “non è leale” nei confronti del territorio tarantino e dell’intera regione “tentare di far fronte alla crisi tagliando sui costi degli adeguamenti, e mettendo così a repentaglio il destino di tante famiglie”. Fim, Fiom e Uilm chiedono quindi un intervento delle istituzioni per impegnare l’Ilva “al rispetto degli impegni presi e alla assunzione della responsabilità sociale verso questo territorio e i suoi abitanti”.
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