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In Puglia e Basilicata

A Matera una mensa degli orrori con 20 cinesi schiavi

26 Marzo 2009

Una zona artigianale dall’accento asiatico. Equazione semplice se considerata a valle dalla chiusura di una mensa abusiva effettuata ieri mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Matera e dal Nucleo antisofisticazione (Nas) dei carabinieri di Potenza, Il blitz ha potuto contare anche sulla collaborazione degli ispettori del nucleo Ispettorato del lavoro, funzionari della Direzione provinciale del lavoro e dell’Azienda sanitaria locale. Insieme stanno conducendo controlli nei confronti di alcune aziende gestite da cittadini cinesi, la cui comunità oscilla tra le 450 e le 500 unità. 

Cosa hanno scoperto i militari dell’Arma? Prima di tutto un locale angusto, privo di finestre, tenuto in pessime condizioni igienico sanitarie, adibito a dormitorio. Dalle indagini è poi emerso che quei poveri giacigli erano destinati a circa 20 cittadini cinesi. Sono risultati operai impiegati in varie realtà produttive della zona. Ma nel medesimo stabile sono stati trovati altri tre locali, di cui due adibiti a mensa e cucina, sempre per le stesse persone, a loro volta risultati in precarie condizioni igienico sanitarie. Un terzo locale è stato identificato, invece, come deposito per alimenti. 

L'immobile è risultato intestato a una società gestita da un imprenditore della Cina in regola con le norme di soggiorno. Al momento dell’irruzione nella struttura sono stati trovati solo alcuni cuochi intenti a preparare il pasto ai loro venti connazionali. La mensa, in particolare, è risultata priva di ogni tipo di autorizzazione per lo svolgimento dell’attività. 

Di più, nel corso dell’intervento, sono stati trovati alimenti trattati e conservati in assenza di ogni minima misura igienico sanitaria. È quindi scattato il sequestro di circa 5 quintali di alimenti congelati e vari alimenti di provenienza cinese, a lunga conservazione, risultati incompatibili con le vigenti normative europee. Assenti sono apparse le misure previste dalla legge sul piano della sicurezza. Nello specifico, su questo fronte sono state rinvenute bombole di gas liquido, utilizzate per alimentare le cucine e pericolosamente installate. 

Alla fine dei controlli, i locali sono stati sottoposti a chiusura, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per identificare il gestore della struttura, di fatto appartenente ad una società che opera nel settore dell’abbigliamento. Non è tutto. Nella stessa occasione sono stati controllate due fabbriche per la produzione di divani. Qui i carabinieri hanno rilevato e contestato l’impiego di un operaio, sempre cinese, in nero, quindi assunto non regolarmente, e hanno riscontrato la mancata o non regolare corresponsione di retribuzioni e contributi. Irregolare è risultata pure la tenuta dei vari libri contabili, su cui i militari dell’Arma stanno svolgendo mirate verifiche. 

Dal Comando provinciale dei carabinieri si è infine appreso che nel complesso sono state conteste sanzioni amministrative per un importo di circa 15 mila euro e denunciate due persone, una delle quali è ritenuta responsabile della detenzione degli alimenti trovati in cattivo stato di conservazione, nonchè responsabile di omessa visita medica preventiva dei lavoratori presenti nell’immobile. Per quanto riguarda il dormitorio abusivo, è stato segnalato al sindaco di Matera che, nell’ambito delle sue competenze, determinerà il ripristino dei luoghi oppure lo sgombero. 

Il comandante provinciale, Domenico Punzi, ha tenuto a sottolineare la duplice natura dei controlli. «La prima di carattere umanitario, per frenare spiacevoli fenomeni di sfruttamento. La seconda in ottemperanza alle norme che disciplinano le regole del commercio, specialmente nei confronti di chi è in regola». Andranno avanti, intanto, le attività di controllo in città da parte dei Nas che, da qualche mese a questa parte, per la prima volta da quanto sono attivi in Basilicata, possono contare anche su un ufficiale a tempo pieno, il capitano Antonello Parisi . I Nas lucani, al pari dei 35 nuclei dell’Arma in servizio sul territorio nazionale, svolgono competenze regionali o interprovinciali soprattutto a favore della tutela della salute.
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