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In Puglia e Basilicata

Manfredonia, la posidonia soffoca il litorale

26 Marzo 2009

MANFREDONIA - Una conferenza di servizi, convocata dall’assessore alle opere pubbliche Antonio Prencipe, farà il punto la prossima settimana sulla problematica creata dalla impressionante concentrazione di posidonia che si è depositata sul tratto del lungomare di Siponto compreso tra il centro di riabilitazione psico-motoria “A. Cesarano” e il canale di scorrimento delle acque meteoriche San Lazzaro, meglio noto come Pontelungo. Il fenomeno è noto ed è ricorrente in tutte le stagioni invernali. Ma le proporzioni raggiunte quest’anno hanno destato maggiore preoccupazione che in passato. Le condizioni meteo-marine che si sono verificate a dicembre, con sostenuto vento di scirocco e intensa attività del moto ondoso, sono definite eccezionali, come confermerebbero anche i dati richiesti dal Comune alla Capitaneria di Porto la quale, per il riscontro di simili eventi atmosferici e marini, rimanderebbe a circa 70 anni fa. 

Nell’esaminare, però, la zona che oggi risulta completamente ricoperta da posidonia, è venuto automatico chiedersi quanto e se abbiano influito le barriere frangiflutto realizzate proprio dinanzi a quel breve tratto di costa e che hanno sicuramente mutato la direzione delle correnti marine, favorendo per un verso il trascinamento di grosse quantità di fogliame altrimenti distribuite su altri tratti del litorale e impedendo, per altro verso, al mare di riprendersi una parte di quei resti di posidonia con il movimento di risacca che quelle stesse barriere hanno ridotto. 

I frangiflutto sono stati progettati dalla Atp Microlab-Medingegneria e realizzati dalla Ati MED-De Cesaris, dopo un lungo e complesso iter autorizzativo che ha interessato vari ministeri, il Dipartimento militare marittimo dello Jonio e del Canale d’Otranto, il Comando Zona Fari dello Jonio e Basso Adriatico, l’Istituto idrografico di Genova, la Capitaneria di porto di Manfredonia, la Regione Puglia, l’Agenzia delle dogane, la Soprintendenza per i beni culturali e il paesaggio e il Comune di Manfredonia. A chiederne la realizzazione, in vista della cantierizzazione delle opere di riqualificazione del lungomare del Sole e della passeggiata lungo l’intera zona costiera e a difesa delle stesse, era stato l’uf ficio del Genio Civile Opere Marittime di Bari. ”Un progetto - sottolinea l’ing. Andrea Trotta della Microlab - che ha superato l’attento esame del comitato regionale per il VIA concesso dopo circa un anno e mezzo”. 

La conferenza di servizi discuterà anche di tempi e modalità di rimozione di questo materiale. Questa pianta marina infatti, ha una importantissima funzione non solo perché, in forma di prateria marina, è una naturale barriera a protezione della costa, ma anche perché il fogliame che si accumula sulla battigia contribuisce alla stabilità dei litorali e diminuisce il rischio di erosione: rimuovere senza i dovuti accorgimenti le “banquette” di posidonia, composte da una quantità variabile di foglie e sabbia, significherebbe asportare grossi quantitativi di sabbia (40 kg ogni metro cubo di foglie) e incidere pericolosamente sul bilancio sedimentario delle spiagge.
ANNA MARIA VITULANO
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