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In Puglia e Basilicata

Chi uccise bandito inseguito dai Cc?

Chi uccise bandito inseguito dai Cc?
BARI - Dopo aver rubato una cassa bancomat nel centro commerciale di Potenza, i banditi (Vavalle, Cutrignelli, Valerio e Santoro) si diedero alla fuga, inseguiti dai carabinieri. Nel conflitto a fuoco rimase ucciso uno dei banditi. Ora, dalle indagini è invece emerso che i presunti ladri non avrebbero utilizzato le armi e che i fori di proiettile sulla «gazzella» dei carabinieri sarebbero stati provocati dai colpi esplosi da uno dei militari

24 Marzo 2009

Il Tribunale del riesame di Potenza ha rimesso in libertà uno dei pezzi da novanta della criminalità predatoria del quartiere San Paolo di Bari, Nicola Vavalle, 44 anni, detto «Pacchione», arrestato lo scorso febbraio perchè considerato responsabile insieme ad altri complici del furto di un bancomat.

I giudici potentini hanno accolto il ricorso presentato dai difensori di Vavalle, gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Gaetano Sassanelli, annullando l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 20 febbraio dal gip di Potenza, Rocco Pavese, su richiesta del pm Henry John Woodcock. Lo stesso tribunale ha invece confermato il provvedimento di detenzione in carcere nei confronti del coindagato Michele Cutrignelli, 52 anni.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 7 e l’8 maggio 2007 quando - stando alla ricostruzione dell’accusa - Vavalle insieme a Cutrignelli, a Nicola Valerio, 32 anni, ora libertà e a Teodoro Santoro, 51, morto per le ferite riportate quella notte, dopo aver rubato una cassa bancomat nel centro commerciale «Galassia» di Potenza, si diedero alla fuga su un Fiat Ducato e su un’auto di appoggio, inseguiti dai carabinieri. Sulla superstrada Basentana, secondo la versione dei carabinieri, i malviventi avevano imbracciato le armi e fatto fuoco per proteggere la fuga. Alla risposta dei militari Santoro era rimasto ferito a morte.

Dallo sviluppo delle indagini è invece emerso che i presunti ladri non avrebbero utilizzato le armi e che i fori di proiettile sulla «gazzella» dei carabinieri sarebbero stati provocati dai colpi esplosi da uno dei militari impegnati nell’inseguimento con lo scopo di giustificare il ricorso alle armi contro i fuggitivi.

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