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In Puglia e Basilicata

Andria, prof «svagata» genitori in «sciopero»

Andria, prof «svagata» genitori in «sciopero»
I genitori di una prima e seconda classe della scuola 'Vaccina', un istituto secondario di primo grado di Andria, non sopportano più che i loro figli siano tenuti in classe da una professoressa che si mostra distratta e non fa lezione e, sul piede di guerra, da ieri hanno deciso di non mandarli più a scuola

24 Marzo 2009

ANDRIA – L'insegnante si mostra «svagata», distratta, non partecipa alla vita scolastica, non fa lezione in classe, gli alunni sono come abbandonati a loro stessi: il giudizio, severo, è dei genitori di una prima e seconda classe della scuola 'Vaccina', un istituto secondario di primo grado di Andria; e siccome non sopportano più che i loro figli siano tenuti in quello stato da ieri hanno deciso di non mandarli più a scuola. Fino a quando – dicono – quella professoressa non sarà sostituita. La protesta trova in larga misura solidale il resto degli insegnanti. Al secondo giorno di questo sciopero indetto dai genitori, anche il dirigente dell’istituto, Riccardo Caldarola, non nasconde le difficoltà e in sostanza si schiera dalla parte di chi protesta. Anche lui dà un quadro poco lusinghiero della sua insegnante: «Si estranea da quello che accade in classe, non fa lezione, ledendo così il diritto allo studio degli alunni e compromettendo la loro sicurezza con il suo essere «assente» dal luogo in cui è e da quello in cui dovrebbe essere impegnata». 

La 'Vaccina', sul corso principale della città, conta settecento alunni ed è ritenuta ad Andria una scuola d’èlite. Il preside Caldarola la dirige dal 1979 e tiene a precisare che «una situazione di questo tipo non si era mai verificata». 
«Ho segnalato quanto accade agli uffici scolastici provinciale e regionale – si lamenta – ma non ho alcun altro potere, anche perché l’insegnante in questione è giovane e con lei i richiami verbali che pure ci sono stati si sono rivelati inefficaci». «Tutto il corpo docente della scuola – dice il dirigente – è mortificato per quanto accade. Per compensare, nelle altre materie abbiamo rafforzato l’attività didattica ma non basta». «Quello che mi auguro – conclude – è che dalle istituzioni competenti a cui mi sono rivolto arrivi una risposta congrua al problema e che questa prospettiva da domani faccia tornare i ragazzi a scuola».
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