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In Puglia e Basilicata

Potenza: altre telecamere acquistate, ma sono spente

POTENZA - Le telecamere per il videocontrollo di Potenza faranno la fine dei semafori: acquistati, sistemati, disattivati e smantellati? Passano i giorni e il dubbio si fa avanti. Gli impianti si stanno allestendo nel cosiddetto «Mobility center» di via Nazario Sauro, e potranno essere attivati solo quando lì si trasferirà la Polizia Municipale. Ma il Comune non ha pronti i soldi per il trasloco.

22 Marzo 2009

di MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Le telecamere come i semafori: acquistati, sistemati, disattivati e smantellati? In città si fa largo l’idea che il sistema di videosorveglianza si possa rivelare una spesa inutile. Perché? Mentre si continua nell’installazione degli «occhi elettronici» (domani ne saranno piazzati altri dodici nell’area del centro storico), campeggia un grosso punto interrogativo sulla «cabina di regia» che dovrebbe gestire le telecamere disseminate nel capoluogo. 

Gli impianti si stanno allestendo nel cosiddetto «Mobility center» di via Nazario Sauro, dove il Comune di Potenza conta di concentrare uffici e strutture legati al comparto della mobilità. Il problema è che nessuno, in Municipio, è in grado di dire quando sarà attivata la regia. Tutto ruota attorno ai tempi di trasferimento della sede dei vigili urbani da via Di Giura a via Nazario Sauro. Il trasloco non è certo un’operazione semplice e comporta un costo non indifferente. La scorsa estate, quando cominciarono ad apparire le prime telecamere a Potenza, si disse che entro l’autunno sarebbero state pronte le valige dei vigili urbani e di lì a poco sarebbe entrata in funzione la «cabina di regia» (la sala radio) per gestire la videosorveglianza. 

L’autunno è passato. Ed è passato anche l’inverno (almeno sul calendario, considerando il freddo e la neve di questi giorni). Inevitabile, a questo punto, porsi degli interrogativi, rispolverando la questione dei semafori che in passato sono apparsi in diversi punti della città senza mai essere attivati. L’attuale amministrazione è riuscita ad accendere alcuni «vigili luminosi» a chiamata, ma ha dovuto smantellare vecchi e pericolanti impianti, acquistati dal Comune una ventina d’anni fa, che oltre a non funzionare costituivano un pericolo per l’incolumità di automobilisti e pedoni. Le videocamere faranno la stessa fine? «No - sostiene l’assessore comunale alla Mobilità, Donato Coviello - la sala radio montata nella nuova sede della polizia municipale è quasi pronta. E stiamo allestendo anche la sala consiliare sempre a via Nazario Sauro». Sì, ma quando ci sarà il trasloco dei vigili urbani? 

«Speriamo di farcela entro fine consiliatura - aggiunge Coviello che, evidentemente, non vuole sbilanciarsi più sui tempi -. I lavori a via Nazario Sauro riusciremo sicuramente a completarli. Quanto al trasferimento - sottolinea l’assessore - ci sono diverse situazioni da tener conto. A via Di Giura dovremo smantellare tutto, compreso la scuola materna che potrebbe trovare posto in via Livorno, nei nostri locali che oggi ospitano l’ufficio di piano».


L’intera questione s’intreccia con il processo di riqualificazione di Parco Aurora. La piazza principale del rione – attualmente adibita a parcheggio e dove sono presenti i container che ospitano gli uffici della polizia municipale e della scuola – cambierà completamente aspetto, ritornando alla sua funzione di luogo di aggregazione. I fabbricati saranno demoliti, la piazza sarà completamente ripavimentata e l’isola pedonale centrale sarà ampliata. 

Ci saranno anche panchine, alberi e una nuova illuminazione. Non mancheranno le aree destinate ai parcheggi, con 12 posti macchina, realizzate lungo il perimetro dell’area pedonale. La piazza sarà poi collegata direttamente con via Livorno, con un attraversamento a raso di via San Remo, e con via di Giura con la passerella in acciaio e legno che da tempo «giganteggia» ai piedi del ponte. 

E ancora: gradinate, terrazzamenti e una fontana monumentale. Tasselli di un progetto di riqualificazione. Che - continuando di questo passo - rischia di essere completato non con la prossima amministrazione comunale, ma con una nuova generazione di amministratori.

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