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In Puglia e Basilicata

Ilva, slitta accordo tra Riva e sindacati

Ilva, slitta accordo tra Riva e sindacati
di FULVIO COLUCCI
TARANTO - L’accordo tra Ilva e sindacati per il contratto integrativo e per il sostegno al reddito dei 4mila cassintegrati ancora non c’è, se ne riparla il 7 aprile
• «E' importante recuperare l'unità tra i metalmeccanici»
• Allarme per Arsenale di Taranto

20 Marzo 2009

di FULVIO COLUCCI 

Un passo avanti, ma l’accordo tra Ilva e sindacati per il contratto integrativo e per il sostegno al reddito dei 4mila cassintegrati ancora non c’è. Se ne riparlerà il 7 aprile in un nuovo incontro tra la delegazione aziendale e quella dei sindacati metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. La due giorni iniziata mercoledì pomeriggio e conclusasi ieri intorno alle 15,30 non ha prodotto l’esito auspicato: un’intesa generale che permettesse di fissare alcuni punti fermi sul salario dei cassintegrati, sul contratto integrativo, sulle prospettive della crisi. Guardare, tuttavia, al bicchiere mezzo vuoto è un esercizio di pessimismo che rischia di forzare la realtà. E’ vero che che l’Ilva dovrà riflettere attentamente sulle proposte avanzate dai rappresentanti dei lavoratori ed è vero che nell’incontro presso la sede di Federacciai il Gruppo Riva non è sembrato propenso a largeggiare in concessioni pur ammettendo che il percorso per uscire dalla crisi debba essere il più possibile condiviso insieme ai sindacati. C’è, però, un dato positivo e non va sottovalutato: il ricompattamento del fronte sindacale dopo la spaccatura registratasi alla fine di febbraio quando la sola Fim Cisl siglò l’accordo sulla cassa integrazione. Il sindacato guidato da Giuseppe Lazzaro strappò alcune concessioni - la più importante un taglio al numero di cassintegrati da 5mila 100 circa a 4mila - provocando, tuttavia, la reazione negativa di Fiom Cgil e Uilm Uil che non firmarono l’intesa ritenendola insufficiente soprattutto nella parte economica. Ieri, invece, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno trovato un punto di equilibrio e una proposta unitaria su tre elementi: la necessità di un accordo che però parta dalla premessa secondo cui la crisi attuale non è strutturale, ma congiunturale, e perciò non provocherà la perdita permanente di posti di lavoro; la stabilizzazione dei precari attraverso un percorso di ingresso nel mondo del lavoro concordato con l’azienda; un accordo che permetta una integrazione aggiuntiva ai lavoratori in cassa; un accordo ponte per tutto il 2009 sull’integrativo che consenta di distribuire mille eurouna tantum a tutti i lavoratori. La prossima mossa tocca ora all’Ilva .
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