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In Puglia e Basilicata

POESIA / Solo a Brindisi non sarà... primavera

20 Marzo 2009

di ETTORE GIORGIO POTÌ 

Domani, da anni, viene celebrata ovunque la «Giornata mondiale della poesia», promossa dall’Unesco (non a caso - metaforicamente - coincidente con il primo giorno della primavera). Un appuntamento caratterizzato da una moltitudine di letture, incontri, dibattiti, performance; talora anche gare e tornei. Una vera mobilitazione che accomuna non solo piazze, strade, sale, ma anche altri luoghi non convenzionali, utilizzati e coinvolti per la particolare circostanza. Insomma: leggere poesie (e discutere) come straordinaria avventura della mente e del cuore; non come «passatempo inerte», ma come un continuo e sentito mettersi in gioco. Quasi a celebrare una sorta di inizio «del tempo e della speranza». 

Nelle intenzioni dei promotori i poeti possano incontrare il «pubblico della poesia», che si identifica in chi decide di avere occhi per intendere e voce per conversare con chi gli sta accanto. In questi anni - ovunque - questa Giornata è stata vissuta come una festa, non soltanto per stare insieme, ma per proporre una lettura collettiva dal lungimirante significato ed obiettivo: all’inse gna delle esperienze diverse, magari tra mondi diversi; una «diversità» che solo la lingua della poesia può rappresentare in senso positivo, essenziale, con parole e pensieri che sollecitano vere emozioni. E lo stare insieme, nella circostanza (e nella finalità) di questa Giornata ha un senso profondo, perchè “una poesia senza voce” - è stato detto giustamente più volte - “è come uno spartito musicale senza esecuzione”. Non si tratta, infatti, di celebrare astrattamente questa Giornata, ma di raccogliere e tradurre in pratica oggettivazione proprio le sue finalità; sicchè, la lettura e la discussione, l’approfondimento ed i confronti conseguenti possano rappresentare il vero «cuore» dell’iniziativa, in coincidenza - appunto, come dicevo prima - non casuale con l’arrivo della Primavera (che già un suo particolare e pur universale significato ce l’ha). 

Bene. Tutto questo, sul piano generale. Ma qui, da noi... che si fa? Nella modestia delle mie possibilità, l’anno scorso ebbi a promuovere in città, con alcuni amici che condividono la passione per la poesia, un incontro nell’ospitale spiazzo di un noto Cafè-libreria. Quest’anno pensavo (e speravo) che il testimone fosse raccolto da chi - ben più del modesto sottoscritto - avesse a cuore gli eventi culturali. Ma - tranne una lodevole seppur modesta iniziativa nella provincia - qui da noi, a Brindisi tutto tace. Anche se c’è chi è impegnato a proporre addirittura la designazione della nostra città a “capitale europea della cultura”. Concludo con una seria provocazione: perchè non costituire un “laboratorio di idee” che fornisca ad amministratori e politici proposte serie a cui attingere per iniziative, progetti e programmi culturali?
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