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In Puglia e Basilicata

Natuzzi, dopo soli nove mesi va via il top manager materano

di PASQUALE DORIA
Aldo Uva, amministratore delegato del gruppo industriale murgiano si dimette: «Lascio con un pizzico di amarezza». I sindacati proclamano lo stato di agitazione nel gruppo

20 Marzo 2009

di PASQUALE DORIA 

MATERA - Il «fidanzamento» risale allo scorso giugno. Pochi mesi e Aldo Uva lascia la barra di amministratore delegato di Natuzzi, una delle più grandi industrie del mobile imbottito del mondo. Motivi strettamente personali, non emerge altro. E Pasquale Natuzzi, ha preso atto della scelta «di un professionista di notevole esperienza e di grandi doti umane che ha avviato un piano di rilancio importante. Abbiamo un progetto chiaro, una squadra vincente, le competenze e la determinazione per portarlo a termine». Lunedì 23 la ratifica delle dimissioni, poi, la nomina ad amministratore delegato di Natuzzi. Intanto, ieri sera Uva era già in Svizzera. 

«È stato un bel viaggio ed è finito - risponde con tono pacato - purtroppo, si è concluso prematuramente. Ma come tutte le avventure vissute con una certa intensità lascia grandi soddisfazioni, lo dico soprattutto per quello che sono riuscito a fare. C’è un pizzico di amarezza solo perchè avrei voluto portare a termine quanto iniziato». 
Domanda obbligatoria sul futuro. Ancora sereno nella risposta Uva, che ha molto a cuore le sue origini: «Le radici sono importanti - aggiunge - ma non sono determinanti nel gioco delle variabili che intervengono a livello imprenditoriale e ancora di più manageriale. Da materano, come ho anticipato, avrei voluto andare fino in fondo, anche per orgoglio. Ma ora continuerò quello che ho sempre fatto con le multinazionali, in Svizzera. Anche Natuzzi, sono sicuro, farà bene, spero vada avanti, avanti nella maniera corretta, ne sono convinto, può contare su un team davvero solido». 

Vista nell’ottica del divano murgiano la partenza di Uva non sembra neppure chissà quale novità. Nel senso che la notizia, specialmente tra gli addetti ai lavori, non suscita particolari moti di sorpresa. Del resto, sembra un film già visto. Negli anni scorsi, quando il salotto non conosceva ancora neppure da lontano gli effetti della crisi in atto, una vicenda simile vide protagonista Vittorio Di Capua. Stiamo parlando di un top manager della Fiat, poi amministratore delegato della Lamborghini che, dopo aver traghettato l'azienda di Sant'Agata Bolognese nel tranquillo porto finanziario dell'Audi e quindi del Gruppo Volkswagen, fu fatalmente attratto dalla sua terra d’origine, che non aveva mai dimenticato. Lasciò le auto di lusso affascinato dalla prospettiva di uno sbarco sui mercati asiatici del salotto made in Italy, quello che veniva prodotto nel luogo in cui aveva vissuto da ragazzo. Di Capua era originario di un centro della collina Materana, Rotondella. 

Aldo Uva, la sua famiglia in particolare, è una delle più in vista di Matera. Sono da generazioni titolari di farmacie e il fratello più giovane, Michele,è l’uomo che ha portato la pallavolo materana femminile a livelli stratosferici, vincendo, tra l’altro, due scudetti, e un coppa dei Campioni prima di diventare direttore sportivo del Parma calcio e della Lazio di Cragnotti. Una famiglia di successo e Aldo Uva, forse, rappresenta la punta di diamante. Basta scorrere il suo curriculum. Sterminato. L’ultimo incarico, prima di tornare nella Murgia, è stato nella Nestlè, dove ricopriva il ruolo di Global vice president beverages per il canale foodservice, basato nell’headquar ters della multinazionale svizzera. In tale ruolo Uva ha riorganizzato strategicamente il business Nestlè Beverage e dato il via al piano di implementazione. 

Pasquale Natuzzi, il presidente ed azionista di maggioranza dell’omonimo gruppo, aveva rilasciato una dichiarazione piena di fiducia, lo scorso luglio. Una fiducia ripagata con affermazioni all’insegna dell’ottimismo da parte di Uva. Poi, la notizia del divorzio. Improvvisa fino a un certo punto, come quella che nei mesi scorsi interessò un altro amministratore delegato di rango, il romano Ernesto Greco, proveniente da Bulgari, dove ricopriva il ruolo di chief financial officer, ovvero una lunga e significativa esperienza internazionale. Uva, come anticipato, è tornato in Svizzera. La sua vicenda con il divano murgiano è durata poco. Ma chi lo conosce, pensa senza nasconderlo che sicuramente la sua carriera è ancora lunga, ha solo 46 anni. 

Non mancano le notizie neppure dal fronte sindacale. La rappresentanza unitaria della Natuzzi ha proclamato lo stato di agitazione in tutti i siti. Chiede all’azienda di «fornire tempestivamente chiarimenti sullo stato attuale e sulle prospettive future». L’iniziativa è partita dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento «Le collezioni» di Jesce che, secondo la rsu, «a pochi mesi dalla scadenza della cassa integrazione straordinaria in deroga, è un segnale negativo, prefigura una riorganizzazione produttiva su meno opifici, quindi, impiegando meno lavoratori». È stato rilevato, inoltre, che «l’azienda, ad oggi, non ha un piano industriale finalizzato al ricollocamento degli attuali 1200 posizioni lavorative in cigs».
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