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In Puglia e Basilicata

Foggia capitale della transumanza scopre la magia dei suoi tratturi

Il tratturello regio parte da via Gandhi, nella zona 167, e finisce all’Incoronata. La rete dei tratturi, da Teramo (nord) a Cosenza (sud) confluiva nel capoluogo dauno, all’epoca città ricca di traffici e culture. L’operazione di ripristino della antiche vie va in direzione di un recupero della storia di Foggia e delle sue funzioni civili, culturali ed economiche

19 Marzo 2009

transumanzadi FILIPPO SANTIGLIANO 

Foggia capitale della civiltà della transumanza non è uno slogan di cortesia nei confronti del capoluogo dauno in occasione della inaugurazione del tratturo regio 37 Foggia-Ordona-Lavello ma la constatazione dell’importanza economica, civile, culturale della città durante quel periodo, testimoniato peraltro dalle «mappe» dei tratturi che a raggiera convergono da Teramo a Cosenza tutte su Foggia. 
Ora tocca ovviamente alla città riprendersi questa memoria e capitalizzarla al massimo, perché dal recupero dei tratturi (ieri inaugurato con una pista ciclabile) è possibile anche avere ricadute turistiche oltre che culturali. «Recuperare e valorizzare una parte importante del nostro patrimonio culturale è stato l’obiettivo perseguito daI Comune di Foggia e dalla Regione Puglia, attraverso il recupero dei tratturelli Foggia-Ordona Lavello e Troia-Incoronata. Tratturelli che consentiranno di collegare Foggia al Parco e al Santuario dell’Incoronata intercettando siti di interesse archeologico e religioso di grande importanza per la storia della Città. 

«La sinergia tra il Comune, la Regione, l’Università, il mondo delle scuole e delle associazioni ci ha consentito di raggiungere questo importante risultato». ha spiegato il sindaco Ciliberti durante la manifestazione cui hanno preso parte anche l’assessore regionale al demanio, Guglielmo Minervini, il rettore dell’Uni - versità di Foggia, Giulio Volpe, il dirigente del Parco Tratturi della Regione Puglia, Michele Pesante, numerosi amministratori dei comuni interessati, i sacerdoti delle chiese attraversate dai tratturi, a cominciare dal Santuario dell’Incoronata e poi il mondo della scuola ed i rappresentanti del Club Alpino italiano, Italia nostra, Lipu, Verdi “Ambiente e società”, il circolo ippico “La Contessa”, l’associazione Cicloamici. Una ricchezza di virtù civiche e passione per il territorio che non andrebbe disperso, al pari dei tratturi ora recuperati.
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