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In Puglia e Basilicata

Tubercolosi: contagiata interprete del Cara di Bari

La donna avrebbe avuto un solo contatto con Joy Johnson, la prostituta nigeriana che, come dimostrato dall’autopsia, è morta proprio per una forma degnerativa di tubercolosi
• Ecco dove rivolgersi per i controlli
• La paura negli occhi «Non voglio morire»
• La Polizia chiede l'intervento del Ministero

19 Marzo 2009

di RUGGERO CRISTALLO

BARI - Una interprete, che presta la propria opera negli uffici della questura e nel Centro richiedenti asilo (Cara) di Palese, è risultata positiva al test che individua la positività alla tubercolosi. La notizia è trapelata nel tardo pomeriggio di ieri dalla questura di Bari dove, ovviamente, sono state attivate tutte le procedure sanitarie per garantire la sicurezza degli operatori entrati in contatto con la donna. Secondo quanto riferito, l’interprete, che non è di nazionalità italiana, avrebbe avuto un solo contatto con Joy Johnson, la prostituta nigeriana che, come dimostrato dall’autopsia, è morta proprio per una forma degnerativa di tubercolosi. Il contatto si sarebbe verificato nel corso di un colloquio, avvenuto nel Cara di Palese. L’interprete avrebbe lavorato anche nel Centro di identificazione e di espulsione. Ha certamente avuto contatti, dunque, con centinaia di persone, nel corso degli ultimi mesi. 

IL CONTAGIO - Come si ricorderà, Joy Johnson fu trovata morta, la notte del sette marzo scorso, sulla complanare che conduce all’Hotel Majesty, nei pressi dello svincolo per San Giorgio. La complanare è nota come luogo frequentato da decine di prostitute. La ragazza fu identificata grazie all’unico documento che aveva con sè, un tesserino del Cara. L’autopsia, disposta dal pm Francesco Bretone ed eseguita dal professor Francesco Introna, riuscì a fornire un’indicazione esatta della causa della morte della nigeriana. La donna, morì per le complicanze di una tubercolosi mai curata. Il referto medico, infatti, parla di «polmonite cavernosa tubercolare» . 
La ragazza, seppur involontariamente, potrebbe aver contagiato decine, forse centinaia di persone. Innanzitutto i suoi clienti: occasionali ed abituali. Quindi, tutti coloro che potrebbero avere avuto contatti stretti con lei: gli ospiti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Palese, del quale è stata ospite, dal 14 novembre 2008 sino a qualche giorno fa. Ma anche il personale medico ed infermieristico, oltre che agenti di polizia e carabinieri, in servizio nello stesso centro. Tutti soggetti che dovrebbero sottoporsi a controlli, come da invito delle autorità sanitarie (lo riferiamo in un box a parte). 

IN QUESTURA - Il sospetto che Joy potesse aver contagiato qualcuno, s’è dunque materializzato come certezza con il contagio subìto dall’interprete. A seguito della notizia, il Sindacato autonomo di polizia (Sap), retto da John Battista, ha chiesto al questore di attivare le procedure di controllo per tutti i poliziotti entrati in contatto con l’interprete contagiata. «A quanto ci risulta, fino ad oggi - afferma Battista - sono stati controllati gli interpreti che lavorano nell’ufficio immigrazione, ma non i colleghi che hanno avuto contatti sia con l’interprete, sia con altre possibili fonti di contagio. Il nostro ufficio sanitario dovrebbe lavorare anche e soprattutto per questa evenienza. Chiederemo che i controlli siano estesi a tutti i poliziotti, compresi quelli in servizio nella squadra Volanti e che entrano quotidianamente in contatto anche con i cittadini».

• Ecco dove rivolgersi per i controlli
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