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In Puglia e Basilicata

Latiano, altra auto incendiata a assessore. Appello a prefetto

Latiano, altra auto incendiata a assessore. Appello a prefetto
LATIANO - Qualche settimana fa era andata a fuoco l’auto del vice sindaco; poi era andata distrutta l’auto del padre dell’assessore all’Agricoltura, Zucchero. Oggi gli attentatori hanno fatto centro e incendiata l'auto del figlio assessore, Salvatore, parcheggiata sotto casa. Il presidente del Consiglio, Gioiello ora chiede l'intervento del prefetto

18 Marzo 2009

LATIANO - Qualche settimana fa era andata a fuoco - al momento ancora per cause sconosciute - l’auto (una Jaguar) del vice sindaco Claudio Ruggero; prima ancora, «per uno strano corto circuito», si disse, era andata distrutta l’auto del padre dell’assessore all’Agricoltura, Salvatore Zucchero. 

Oggi nel primo pomeriggio, sconosciuti sono invece andati a segno e incendiato l’autovettura dell’amministratore comunale parcheggiata sempre in via Sant’Antonio.

Questa volta gli inquirenti non avrebbero dubbi sulla natura dolosa dell’evento. Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti gli attentatori si sono serviti di liquido infiammabile, quasi certamente benzina, versando sull’auto dell’assessore, una Renault «Megane».

auto



Il presidente del Consiglio, Antonio Gioiello considera ormai questo ennesimo episodio «un segnale gravissimo che non deve essere sottovalutato». Per questo non esclude «l’ipotesi di una convocazione urgente del Consiglio Comunale e di chiedere al prefetto una riunione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblici».

Lo stesso Gioiello era stato vittima nelle settimane scorse, insieme al sindaco, di un avvertimento di tipo mafioso da parte di una persona che aveva fatto trovare sotto al portone di casa dei due consiglieri una testa di cavallo. Il protagonista di questa storia che aveva creato allarme in paese fu poi individuato e arrestato dal comandante dei carabinieri di Latiano, Massimo Ribezzo.

Oggi sul luogo dell’attentato è interventua anche la Polizia municipale che ha effettuato rilievi i rilievi di rito.
Sulla natura del gesto questa volta non sembrano esserci dubbi. Sul luogo infatti è stato rinvenuto un contenitore di plastica della capienza di circa due litri di liquido infiammabile. Gli inquirenti ritengono che sia stato versato sul veicolo.

A dare l’allarme sono stati i vicini di casa della famiglia Zucchero, allarmati dai rumori sospetti e dall’esplosione dei vetri della vettura, andata quasi completamente distrutta. Per spegnere l’incendio che rischiava di propagarsi sulle abitazioni circostanti sono intervenuti i vigili del Fuoco.

Sulla vicenda l’assessore che subito dopo l’attentato ha sporto denuncia nella locale caserma dei Cc non ha voluto rilasciare dichiarazione. «Credo - si è limitato a dire alla Gazzetta Zucchero - che a questo punto dobbiamo reagire con gli strumenti che lo Stato e le istituzioni ci mettono a disposizione».
[f.giul.]
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