Domenica 14 Agosto 2022 | 11:05

In Puglia e Basilicata

Diga del Pappadai, opera incompiuta Ora stracolma d'acqua piovuta dal cielo

Dal nostro inviato FRANCO GIULIANO
Le piogge hanno riempito l'invaso, ma è tutta acqua inutilizzabile ai fini irrigui. La diga del Pappada attende di essere completata da 20 anni e nella valle di Monteparano il contrasto tra l'acqua imprigionata e il deserto del cantiere è fortissimo

18 Marzo 2009

diga Pappadaidal nostro inviato FRANCO GIULIANO 

MONTEPARANO - Lì dove l’uomo non è riuscito in tre anni di accordi di programma, riunioni di Commissioni Stato-Regioni, vertici e promesse mai mantenute, ci ha pensato Dio: uno, forse due milioni di metri cubi di acqua, dopo le grandi piogge che hanno causato inondazioni e allagamenti in tutta la Puglia, sono rimasti imprigionati nella gigantesca diga del Pappadai: una delle più grandi opere idrauliche mai realizzate in Puglia che attende da oltre 20 anni di essere messa in esercizio nel territorio del Tarantino da qualche settimana sono piovuti (letteralmente). «Il miracolo - ammette lo stesso commissario del Consozio dell’Arneo, Riccardo Lenzi - ci consentirà di avviare le procedure tecniche di invasamento che fin’ora non era stato possibile avviare per la carenza di acqua che la Basilicata non ha potuto fornirci». Qui nella valle di Monteparano il contrasto tra l’acqua imprigionata nella diga e il deserto del cantiere dell’opera che la circonda contraddice le assicurazioni del commissario: ora attendiamo la fase due del collaudo che prevede un ulteriore disponibilità di acqua, cioè un altro milione di metri cubi di acqua». Come dire un altro miracolo.
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