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In Puglia e Basilicata

Frà Cipriano, a San Severo  da 60 anni in «guerra» con il Diavolo

di LELLO VECCHIARINO
Ogni mercoledì il padre cappuccino incontra gli «indemoniati» nella chiesa di San Bernardino a San Severo
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18 Marzo 2009

frate Cipriano ldi LELLO VECCHIARINO 

SAN SEVERO - Nella chiesetta dedicata a San Bernardino a San Severo, nei pressi del cimitero, c’è un Cappuccino che ogni mercoledì scaccia via i diavoli. Lo fa da sessant’anni, praticamente da quando ha cominciato a dir messa. Si chiama padre Cipriano De Meo, appartiene allo stesso Ordine di Padre Pio, e tutti ormai lo conoscono come «l’esorcista». I suoi ottantacinque anni se li porta a spasso senza alcuna apparente ombra di acciacchi. Nel convento dei Cappuccini la sua ieratica figura incute rispetto. Anche quando racconta del suo primo impatto con i «soldati di Satana». 

Come è iniziata la sua carriera di esorcista? «Era il 1949, e nel convento di Gesualdo, un piccolo paese dell’Avellinese, ero tra i più giovani monaci, e da poco era diventato sacerdote. Suonarono alla campanella del convento, e mi toccò andare ad aprire. Davanti ai miei occhi si pararono due uomini e una donna che, subito notai, aveva occhi strani. D’un tratto la donna face un balzo sollevandosi per circa un metro da terra, poi con voce cavernosa mi gridò in faccia: “Sono il diavolo”. Non mi impressionai e le risposi: Mi chiamo padre Cipriano, piacere. Forse da allora il Maligno capì con chi aveva a che fare…». 

Quello di Gesualdo fu un episodio isolato? «La notizia fece il giro del paese, e da quel giorno fui chiamato dai contadini anche a benedire i campi coltivati a tabacco quand’erano infestati dai vermi. Dopo alcuni anni fui mandato al convento di Serracapriola, il mio paese natale ai confini con il Molise. In quello stesso convento dove studiò anche Padre Pio». 
E in quel posto padre Cipriano incrociò la sua storia con quella di un altro Cappuccino, morto in odore di santità nel 1616, e con la fama di grande esorcista: padre Matteo da Agnone, poi diventato Servo di Dio. Di questo antico esorcista padre Cipriano è diventato vice postulatore per la relativa causa di beatificazione. E, manco a dirlo, fino a qualche anno fa il convento di Serracapriola, come oggi la chiesetta di San Severo, era diventato punto di approdo di centinaia e centinaia di persone che si dicevano attinte dagli artigli di Satana: venivano da ogni dove, anche da Torino, riconosciuta capitale italiana dell’esoterismo e della magia nera. Dietro la sua porticina nei pressi del chiostro, una folla di donne e uomini di tutte le età attendevano una risposta, un gesto che li sapesse sollevare da una angoscia senza tempo e partorita dal mistero. 
esorcismo a San Severo
Ma sono davvero tutti posseduti dal demonio? «Molti, diciamo l’ottanta per cento, di quelli che vengono da me dovrebbero consultare uno psichiatra; ma altri, quelli che fanno scorgere certi e inequivocabili sintomi e segnali, quelli no; quelli sono posseduti dal Maligno. Che è furbo, sottile, insidioso con le sue domande, a volte anche di alta teologia per mettermi in difficoltà. Per bocca del posseduto o della posseduta, mi indirizza le sue bestemmie, mi canzona quando dico messa. Ma io non mi arrendo. Sono tanti anni che lo sfido, anche se ha detto che prima o poi me la farà pagare…». 
Sintomi e segnali inequivocabili? Te li senti raccontare – a taccuino chiuso e registratore spento – se hai la ventura di intrufolarti, come abbiamo fatto, tra la folla di “clienti” che si recano da padre Cipriano de Meo. 

Come si manifesta la possessione diabolica? «Gente che non può passare davanti a una chiesa o che cade in deliquio se gli mettono di fronte un Crocifisso. C’è pure chi racconta di aver trovato treccioline di capelli nel cuscino o di aver vomitato chiodi e spilli; altri che non hanno più la forza di alzare un capello, mentre pile di attestati medici certificano l’assenza di ogni patologia». 
E la donna di Foggia posseduta dal demonio del sesso, il ragazzo di Barletta, la strana ragazzina che i genitori hanno portato da Torino e che invitata da Cipriano a disegnare sulla carta un Crocefisso lo disegna capovolto Sono sintomi e segnali inesplicabili, come il caso di quella donna – il Cappuccino ne conserva ancora la registrazione sul suo magnetofono marca Geloso – che parlava una lingua sconosciuta e spesso ripeteva, come significativo intercalare, una strana parola: «Renolig, renolig». Esiste il mondo dell’Anticristo, e se è vero che per un cristiano credere all’esistenza del diavolo è una verità di fede, è anche indubitabile che ai giorni nostri e nelle nostre zone, sette sataniche e messe nere sono all’ordine del giorno, anzi: della notte. 

Dove si svolgono le cerimonie nere? «Li tengono nelle chiese sconsacrate utilizzando oggetti sacri per irridere alla nostra religione. Bisogna stare lontani e ricordare che la preghiera è l’unica maniglia di salvezza». E se lo dice padre Cipriano che, in seno al Consiglio direttivo dell’Associazione internazionale occupa un posto di rilievo a rappresentare i suoi collegi italiani, qualcosa di vero ci sarà. O no?

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